Merci contraffatte, occhio al marchio CE sui giochi

In Rilievo Salute

Ma quanto sono sicuri i giocattoli che spesso e volentieri entrano nelle case degli italiani?

Una domanda che sorge spontanea di fronte all’ultimo blitz effettuato dalla Guardia di Finanza di Palermo che ha portato al sequestro di merce contraffatta rinvenuta nel piano interrato di un negozio gestito da una società riconducibile a due cittadini cinesi. Entrambi sono stati denunciati per contraffazione e commercio di giochi pericolosi.

La maggioranza dei giocattoli sequestrati pare fosse sprovvista del marchio CE, che attesta la conformità dei prodotti alle normative europee. Altri prodotti presentavano invece marchi evidentemente contraffatti. Oltre alla merce messa in vendita, i finanzieri hanno confiscato anche altri oggetti rinvenuti nel deposito di stoccaggio sito al piano interrato del negozio. Dopo il sequestro i militari hanno denunciato per contraffazione e commercio di giochi pericolosi il rappresentante legale ed il gestore “di fatto” della società, entrambi di nazionalità cinese.

Occhio quindi ai giocattoli che si acquistano e soprattutto all’effettiva conformità alle direttive comunitarie. State attenti a cosa comprate e dove comprate perchè con i giocattoli non si scherza.

La vicenda inoltre sta anche a confermare come purtroppo in Italia esista un mercato, gestito soprattutto da cittadini stranieri (ma fossero italiani sarebbe la stessa cosa), al di fuori di ogni regola, per immettere nella vendita prodotti fasulli fatti passare come autentici, confezionati all’estero, dove non esistono regole stringenti nel campo della sicurezza.  E il più delle volte certi prodotti poi rivelatisi pericolosi per chi ne ha fatto uso, sono stati venduti in negozi made in China.

Ma abbiamo visto tutti quanto sia difficile per le forze dell’ordine svolgere indagini nel giro del commercio cinese, e di come spesso e volentieri diventi pericoloso anche solo indagare, da parte per esempio dei giornalisti, sul corretto modus operandi negli esercizi commerciali gestiti appunto da cinesi. Dove, oltre a vendere prodotti non a norma è capitato di veder aggirate anche le minime regole fiscali (vedi i numerosi servizi di Striscia la Notizia con tanto di insulti, botte e sputi agli inviati).  

Vere e proprie “zone franche”, senza leggi o codici di condotta, e dove si pretenderebbe di godere di una sorta di impunità. Peccato che poi a farne le spese rischiano di essere i bambini. spesso finiti all’ospedale per le bolle di sapone tossiche o per essersi ustionati con giocattoli luminosi andati a fuoco.

 

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