Caro Calenda, se Em(s)braco fa quel che fa lo dobbiamo al neo liberismo

Politica

Caro Calenda, se Embraco fa quel che fa lo dobbiamo al neo liberismo. Il libero mercato, la globalizzazione, la libera circolazione dei capitali, cose tanto care a lei, vincono su tutto e su tutti (anche sul governo, perché se l’economia detiene il primato sulla politica a che serve poi lamentarsi?).

Scopre oggi  sulla pelle dei lavoratori, mica sua, che se ha una moneta unica e il Trattato di Maastricht sopra la testa, la concorrenza nel mercato si fa sul costo del lavoro e le imprese si spostano dove si possono pagare di meno i lavoratori? Eppure è ministro dello Sviluppo Economico e noi semplici e piccoli giornalisti.

Ora dal sospetto che non serve a nulla aprire i tavoli, abbiamo la certezza. D’altronde se la legge che serviva a porre un limite al mercato selvaggio è stata sbracata e spazzata via a favore di formule servili ai poteri e alle lobby e non al sistema lavoro nella sua interezza, caro Calenda doveva avere la percezione che un’azienda così non l’avrebbe ascoltata e non sente più ragioni. Perchè? Perché l’imprenditore non è un benefattore ma cerca profitti, e se il profitto viene togliendo la dignità alle persone poco importa se io nel frattempo mi arricchisco e implemento il mio stabilimento dandogli la possibilità di crescere altrove. A questo punto dobbiamo rimetterci al buon senso e al buon cuore di questa gente, che purtroppo l’hanno persi per strada troppo spesso.

E’ normale che ora monti la contestazione su twitter, che la gente del web non ne possa più di ipocrisie e menate intellettuali dei salottini.

Si parte da CasaPound che per bocca di Di Stefano chiede “una nuova IRI per intervenire con capitale pubblico nelle vertenze come la #embraco. Lo Stato rileva l’azienda e con gli operai continua la produzione. Poi la multinazionale vada a produrre dove vuole, ma qui non venderà più uno spillo”.

Twitta invece Stefano Fassina: “Su #Embraco ineffabile @CarloCalenda Con @emmabonino e Pd+Europa fa cheerleader di mercato unico e moneta unica fondata su dumping sociale e svalutazione lavoro. Poi scrive a Bruxelles per protestare su delocalizzazione in Slovacchia. Che vuoi che rispondano?”

Va giù duro anche la sindacalista Anna Maria Furlan, d’altronde i sindacati sono i veri perdenti del nuovo mondo del lavoro, hanno perso capacità di rappresentanza e non si sono opposti alle nuove regole in atto pensate proprio per instaurare il nuovo mercato libero e senza limiti: “Inaccettabile in un paese civile atteggiamento di chiusura al dialogo di #Embraco. Al fianco dei lavoratori contro i licenziamenti. Governo metta in campo ogni strumento possibile per ripristinare corrette relazioni industriali.I lavoratori meritano più rispetto da multinazionali”.

In chiusura caro Calenda, è inutile e demagogico che oggi ad Agorà tu abbia tuonato:”#Embraco deve ritirare i licenziamenti e farli diventare cassa integrazione: se non li ritira va incontro a una dichiarazione di guerra dal governo italiano”.

Se le leggi sono a favore dei forti e non tutelano più i deboli, è solo l’inizio. D’altronde lo Stato, che tutela anche il debole, non esiste più. Siamo arrivati alla democrazia del denaro…

 

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