Embraco, furia Rizzo (Pc) “Caro Calenda state raccogliendo i vostri frutti”

Interviste

Cinquecento licenziamenti alla Embraco di Riva di Chieri, in Piemonte, e il ministro dello Sviluppo Economico Calenda a dir poco arrabbiato. Sono tutti ingredienti che stanno facendo crescere l’indignazione social. Il  progetto dell’azienda di spostare le linee produttive in Slovacchia procede intanto senza ostacoli, il tavolo col governo è saltato. A Lo Speciale parla Marco Rizzo, candidato premier del Partito Comunista.

Il ministro Calenda ha scoperto ieri che i tavoli con le multinazionali non servono. Come commenta il caso Embraco? 

“Vedo i titoli dei giornali che raccontano una realtà. Ora Calenda e i suoi compari si stupiscono del fatto che un’azienda multinazionale possa decidere in assoluta libertà di mollare le tende e mollare gli operai e le loro famiglie in mezzo a una strada? Calenda si stupisce davvero che un’azienda possa essere così arrogante da non considerare l’offerta del governo? Ma questo è il frutto delle politiche liberiste fatte da questo governo di centrosinistra e dagli altri precedentemente. Sono politiche che hanno cancellato nel giro di 20 anni tutti i diritti che i lavoratori avevano conquistato dal dopoguerra ad oggi”.

Qual è la soluzione? 

“Il reddito di cittadinanza dei 5 Stelle? Un fondo istituito dal governo così regaliamo altri soldi pubblici ai padroni? Oggi l’unica soluzione matura è quella di nazionalizzare l’azienda e affidare la gestione ai lavoratori. E’ possibile farlo. I padroni senza i lavoratori non possono esistere d’altronde”.

Ormai il costo del lavoro è stato svenduto negli anni. Quanto hanno influito questa Europa e le sue scelte? 

“E’ tutt’uno. Un combinato disposto, è un fallimento totale per la società e per i lavoratori. E non mi dicano che esiste un capitalismo buono e uno cattivo. Il rischio era proprio il capitalismo”.

Servirebbe uno Stato più presente con leggi restrittive per l’imprenditore? 

“Solo uno Stato socialista può intervenire per risolvere questi drammi. Uno Stato come questo non è all’altezza e non ha le basi per farlo”.

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