Voto dei cattolici e inciucio, quale ’48? Centrodestra e centrosinistra uguali

Politica

Ho letto con attenzione l’articolo del giornalista e scrittore Francesco Agnoli, sulla Bussola, persona che stimo, e vorrei rispondere, se possibile.

Con altrettanta pacatezza e spirito di accoglienza, vorrei che fosse accolta anche un’altra riflessione (magari politicamente e religiosamente scorretta). Allo scopo di aprire un grande dibattito sul ruolo dei cattolici in politica. Credo di averne le carte in regola, per due ragioni: ho scritto alcuni libri, tra cui il mio ultimo “Il futuro dei cattolici in politica” (edito Giubilei Regnani), e per il fatto che ho attraversato personalmente quelle categorie che oggi vengono riproposte, avendo partecipato ai tavoli del famoso “Comitato dei Trenta”, espressione delle tre fondazioni, Craxi, Liberal e Fare Futuro (della quale facevo parte), col compito di dettare il perimetro “ideologico” del nuovo Pdl; in sostanza la base dell’incontro tra il pensiero cattolico, quello liberale e quello conservatore; operazione poi, rivelatasi un disastro sia dal punto di vista politico che culturale.

1) Lo schema che legittimamente Agnoli ripropone è anacronistico. Il duello del 1948 tra Dc e Fronte popolare è stato realmente uno scontro di civiltà, di valori. Ed era condizionato dagli assetti internazionali, la guerra fredda, l’asse geo-politico bipolare Usa-Urss. Un situazione che non esiste più dalla caduta del muro di Berlino. La nostalgia del muro oggi è pericolosa, e ci impedisce di vedere la realtà nuova nella quale ci troviamo a vivere e a scegliere da cittadini;

2) La guerra fredda, tra l’altro, si è tradotta in Italia nella guerra civile tra anticomunismo e antifascismo, non tra libertà e dittatura, che non solo oggi qualcuno vorrebbe reiterare, partorendo il nuovo “fascismo rosso” (la marcia antifascista di Macerata, con centri sociali, antagonisti e reduci di Lotta Continua che inneggiano alle foibe, al rogo di Primavalle, con la benedizione del boldrinismo e degli intellettuali nazi-buonisti), e il nuovo fascismo di plastica degli esagitati alla Traini; ma anche allora produsse gli anni di piombo, con morti giovani per le strade. Nel nome dell’anticomunismo e dell’antifascismo la politica di Palazzo ha speculato a lungo. E ora questo scontro vorremmo resuscitarlo virtualmente, solo per eternare poltrone e carriere, per giustificare partiti e leader senza più collante e consenso?

3) Dal ’48 sono passati 70 anni e il pericolo non è più la sinistra. La società è cambiata e il problema ora è la società radicale di massa, il fronte laicista trasversale che accomuna destra e sinistra, con piccole varianti sul tema. Forza Italia non è più il movimento del 1994 (il quoziente familiare lo sbandiera da sempre, ma non l’ha mai realizzato), ormai si è totalmente laicizzata, pascalizzata. Renzi e Berlusconi sono la stessa cosa. Fanno tutti appello alla famiglia, si dichiarano tutti cattolici, moderati e liberali. E qui tra attivi e passivi “sulle leggi contro la vita non c’è differenza”. Contano i risultati legislativi.

4) Quando si parla di voto utile dei cattolici, la risposta che va data, se vogliamo essere seri, è utile “a chi” e utile “a cosa”? Utile a Berlusconi, Renzi, D’Alema, Prodi, alla moviola della storia? Utile a cosa? A fermare la sinistra, tanto Fi e Pd faranno il governo insieme? Perchè tutti lo sanno, e qui bisogna avere l’obbligo, il dovere, di non essere in malafede o terribilmente ingenui. Nessuno otterrà la maggioranza (si è a conoscenza che il sistema elettorale è proporzionale?). Chi lo afferma (mi riferisco ai leader in tv) è unicamente un venditore di tappeti. I sondaggi sono drogati. E lo chiameranno poi governo di unità nazionale, di scopo, di minoranza, del presidente, delle strette intese. Chi si sta battendo per fare il pieno dei voti, mente sapendo di mentire. Il suo programma sarà mediato, annacquato dai mediatori, che medieranno appunto le proposte ulteriormente con quelle della sinistra che dicono di combattere. In pratica, ogni programma (la fiera delle bugie senza copertura economica) sarà carta straccia.

5) Ma c’è un dato più profondo: se la sinistra è la bandiera del laicismo, delle leggi che stanno demolendo la famiglia (unioni civili, divorzio breve, biotestamento) e che la demoliranno ulteriormente (liberalizzazione delle droghe leggere, gender nelle scuole, adozioni gay, matrimoni egualitari); il centro-destra non è stato da meno. Vogliamo definirlo, salvo piccolissimi esempi individuali, la mosca cocchiera del laicismo? Basta vedere come Fi ha votato in Parlamento a proposito dell’approvazione delle suddette leggi. E qui non si salvano nemmeno la Lega e Fratelli d’Italia, che hanno recentemente scoperto i valori antropologici (stendiamo un velo pietoso sulle loro ambiguità, tipo “difendiamo la famiglia tradizionale” e non naturale (errore culturale profondo), oppure l’apertura delle case chiuse o la Bongiorno capolista etc). Sul biotestamento, su 12 deputati Fdi alla Camera, due hanno votato contro e 10 assenti. Una bella difesa dei valori antropologici. E l’anticomunista Fi? Su 50, 24 hanno votato contro, 25 assenti e 1 a favore. Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro.

Caro Agnoli, la realtà è che destra e sinistra, non significano più nulla. Cosi come le categorie ottocentesche che si cerca di perpetuare. Pd, Fi, 5Stelle, da questo punto di vista, al di là della geografia politica e degli slogan, sono tutti uguali: liberali in politica, liberisti in economia e laicisti sui temi etici. Le nuove categorie, e su questo dobbiamo confrontarci, sono alto-basso (popoli contro caste) e valori antropologici. E su tali valori non è possibile negoziare: o col diritto universale a nascere o contro, o col diritto di un figlio ad avere un padre e una madre, o contro; o col diritto a non lasciare soli malati, piccoli, deboli, anziani, o contro; o con la cultura della vita o con la cultura della morte, o con la centralità della famiglia naturale secondo l’articolo 29 della Costituzione, o per le famiglie arcobaleno.

Fi, il centro-destra (non per marketing elettorale), sono disposti ad abrogare la Cirinnà, il biotestamento, il divorzio breve? Lo dicono in campagna elettorale, forse, ma non l’hanno fatto prima, né lo faranno domani. Pensano che l’Italia debba basarsi su valori non negoziabili, o li relegano a valori marginali, divisivi, oppure da lasciare alla libertà di coscienza, alibi per non combattere?

Io ritengo, invece, che l’Italia debba dire basta ai traditori della verità, della patria e della famiglia. Lo schema “I cattolici nei partiti” ha fallito. Troppo isolati, marginali, succubi delle poltrone e delle logiche dei partiti laicisti. Oggi bisogna rovesciare gli schemi. Siamo nel proporzionale e un 3% dato a un nuovo partito antropologico, ma omogeneo sui valori, come il Pdf, ritengo sia un’opzione da rispettare e non demonizzare o macchiettizzare. Una pattuglia di parlamentari coesi culturalmente, in grado di sparigliare l’inciucio, la grande truffa del finto bipolarismo, e dettare, come ago della bilancia, l’agenda politica, è l’ideale. Esattamente come hanno fatto finora i piccoli partiti che, quando hanno voluto, hanno impedito logiche di palazzo, si veda lo ius soli. Ma che quando non lo hanno fatto, non opponendo reale resistenza (tradendo il Family Day) sulle unioni civili per esempio, hanno contribuito alla promozione di leggi che nessun cattolico può condividere.

C’è una bellissima lettera di oltre 200 sacerdoti preoccupati per l’avanzare di leggi contrarie al diritto naturale. Sacerdoti che invitano a prendere in considerazione l’unità politica dei credenti e il Popolo della Famiglia. Ecco, io ho seguito questo appello. L’unico voto utile è quello che detta la coscienza.

di Fabio Torriero

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