Trump e l’uso delle armi in America dopo l’ultima strage in California

Esteri

Maggiori controlli sui proprietari di armi. E’ la promessa del presidente americano Donald Trump. Ha ospitato un gruppo di studenti sopravvissuti alle scariche di proiettili contro di loro avvenute la scorsa settimana in una scuola superiore, la Marjory Stoneman Douglas High School di Parklan in Florida, con 17 morti e ha voluto dare un messaggio chiaro: “Voglio solo dire prima di iniziare, perché voglio sentirvi, ma saremo molto forti con i controlli di background, un’enfasi molto forte sulla salute mentale di qualcuno”, ha ribadito il capo di Stato Usa.

Questo mentre si svolgeva la seconda manifestazione di protesta a Washington contro le armi facili con gli studenti usciti dalle classi e riuniti a Capitol Hill arrivando poi davanti alla Casa Bianca.

Duro e commovente Andrew Pollack, padre di una 17enne uccisa nella strage: “Come Paese abbiamo tradito i nostri ragazzi. Questo non doveva succedere. Sarebbe dovuta bastare una sola sparatoria a avremmo dovuto porre rimedio. La sicurezza nelle scuole deve venire prima di tutto. Poi possiamo anche parlare di armi”. Un intervento struggente con al suo fianco tre figli.

“Se salgo in aereo non posso portare una bottiglia d’acqua. Nel ministero dell’Istruzione c’è una guardia nell’ascensore. Come pensate che io mi sia sentito? Quante scuole, quanti giovani devono venire uccisi? Non dormirò fino a che non avremo posto rimedio a questa cosa – ha ammonito – e signor presidente noi la sistemeremo perchè io la sistemerò. Io non mi fermerò”.

E a proposito di armi, un primo atto da parte del presidente Usa si può già considerare il suo deciso appoggio a un tentativo di vietare il “bump-stock”, un dispositivo che consente di trasformare le armi semiautomatiche in automatiche: “Ho firmato una relazione rivolta al procuratore generale per proporre una regolamentazione per vietare tutti i dispositivi che trasformano le armi legali in armi automatiche. Mi auguro che questa regolamentazione necessaria sia presto definita, Jeff (Sessions, procuratore generale degli Stati Uniti, ndr), molto presto”. Le richieste di vietare il bump-stock sono state avanzate dopo che Stephen Paddock li ha usati su diverse armi per uccidere 58 persone in un concerto a Las Vegas a ottobre 2017.

Appare superata invece la polemica scoppiata dopo che alcuni studenti sopravvissuti al massacro del liceo in Florida erano entrati nel mirino di teorie cospiratorie e di una campagna diffamatoria che li dipingeva come “attori di crisi”, polemica che aveva investito anche il primogenito di Donald Trump. Un’accusa, quest’ultima, già costata il posto a Benjamin Kelly, 61 anni, segretario del deputato della Florida Shawn Harrison.

Kelly aveva inviato una email ad un giornale locale sostenendo falsamente che Emma Gonzales e David Hogg, impegnati nella battaglia contro le armi facili, non fossero studenti della Stoneman Douglas ma “attori che viaggiano nelle varie crisi che accadono” e che David Hogg fosse il figlio di un ex agente dell’Fbi che manovrava questa battaglia. Tesi quest’ultima condivisa con un ‘like’ su twitter anche dal primogenito del presidente, Donald Trump jr. Hogg si è accorto e sono state scintille.

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