CPI-Torino, Scianca (Pn): “Stanno sdoganando ‘linciaggio’ come prassi politica”

Interviste

Il compagno Marco Ferrando dalle pagine di Repubblica lancia il suo appello: “Faccio una proposta all’Anpi: occupiamo preventivamente le piazze prenotate dai neofascisti”. La frase è indubbiamente forte, detta poi da un ex Lotta comunista, Gruppo bolscevico comunista, Lega comunista rivoluzionaria e Democrazia proletaria, certo non aiuta ad abbassare i toni. Lo Speciale News ha chiesto ad Adriano Scianca, direttore del Primato Nazionale, la rivista mensile vicina a Casapound, come valuta le parole di Ferrando e cosa sta cogliendo del dibattito intorno all’antifascismo.

“Teppismo politico” riaffiorato da Palermo a Perugia. Marco Ferrando, leader di Sinistra rivoluzionaria, dice che è il capitalismo che ha riportato molto indietro la società. Si è tornati a prima della rivoluzione russa: i razzismi e le xenofobie di un secolo fa. Iniziamo da qua. E’ d’accordo Scianca?

“Sul quadro sociale, sempre più intriso di darwinismo sociale e sempre più “americano” in termini di individualismo e crisi del legame sociale, potrei quasi essere d’accordo. Declinare quest’analisi all’insegna dell’antifascismo è però un puro segno di schizofrenia intellettuale, quando da Soros all’establishment clintoniano, dai capi delle grandi multinazionali dell’hi tech a gli amministratori delegati delle grandi banche, non c’è quasi alcun esponente del grandissimo capitale che non faccia professione di antifascismo e antirazzismo. Nota a margine: contesto l’equiparazione di Palermo e Perugia. Nella prima città è avvenuto un agguato in stile mafioso, nella seconda sta emergendo invece la mistificazione clamorosa di una sinistra violenta andata per aggredire e finita a piangere sui giornali per una presunta coltellata, quando testimoni oculari stanno ribaltando la loro versione e la stessa Digos ha ammesso che i manifesti di CasaPound avevano la colla fresca, quelli di Potere al Popolo no. Dire Palermo = Perugia significa avallare il teorema degli opposti estremismi, quando qui c’è un solo estremismo pericoloso, gli altri fanno solo politica”.

CasaPound e Fn vanno messi fuori legge come organizzazioni fasciste. Ma a farlo non sarà lo Stato, sarà l’iniziativa unitaria e di massa dell’intero campo della sinistra dice Ferrando. Discorso che regge?

“Si tratta, molto semplicemente, di una sorta di disegno eversivo, punto. Si ritiene che qualcuno sia autorizzato ad agire fuori dal quadro della legge e, addirittura, che la Costituzione legittimi tutto ciò. Il problema è che questo non lo dice solo Ferrando, ma anche LeU, anche membri del Pd, anche giornali e intellettuali ritenuti “rispettabili”. In tanti stanno sdoganando pubblicamente il ‘linciaggio’ come legittima prassi politica. Qualcuno dovrà prendersi la responsabilità un giorno di tutto questo”.

E cosa pensa dell’appello a Anpi e Cgil: “organizzino – dice – un’occupazione preventiva delle piazze prenotate dai fascisti prima del voto per contestarne le manifestazioni. Non deleghiamo l’antifascismo alle istituzioni o alle vendette fai da te. Ma non si era detto di abbassare i toni?

“Appunto, vale quanto detto sopra. Peraltro non si capisce che le idiozie criminali contribuiscono solo a creare quel clima di tensione a partire dal quale, poi, si renderà “necessario” un governo di larghe intese, legato a doppia mandata con le istituzioni tecnocratiche sovranazionali ed esecutore degli interessi del grande capitale. Alla faccia dell’anticapitalismo”.

Per gli aggressori del leader di Forza Nuova a Palermo che fa: condanna o paga l’avvocato come i centri sociali? A questa domanda Ferrando risponde: “Noi difendiamo qualunque antifascista indipendentemente dal giudizio che possiamo dare sull’opportunità di un’azione compiuta contro i fascisti. Dal punto di vista legale è fuori discussione, dal punto di vista politico proponiamo un’altra linea”. Ma si possono scindere i due aspetti?

“Sono affermazioni gravissime dal mio punto di vista, ma ripeto: finché le dice Ferrando, che è un po’ lo “stalinista da salotto” in occasione delle elezioni e poi nessuno ne sente più parlare per cinque anni, è quasi una nota di colore. Il problema è che tale visione è largamente condivisa a sinistra, dove esiste un odio “antropologico” per l’altro e una connivenza coi violenti che è capace di travalicare gli ambienti marginali e chiaramente “estremisti”. Basti pensare che uno dei giornali più borghesi d’Italia, La Stampa, ha messo su facebook un commento quanto meno ambiguo circa le violenze dei centri sociali di Torino. Queste cose devono emergere in tutta la loro assurdità, una volta per tutte”.

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