Addio a Folco Quilici, “re dei documentari” e maestro di ambientalismo

In Rilievo

Addio a Folco Quilici, giornalista, scrittore e documentarista, morto all’ospedale di Orvieto all’età di 87 anni. Nato a Ferrara nel 1930, era figlio del giornalista Nello Quilici e della pittrice Emma Buzzacchi,

Nel 2006, la rivista Forbes lo ha inserito tra le cento firme più influenti del mondo grazie ai suoi film e ai suoi libri sull’ambiente e sulle culture

L’attività di Folco Quilici, nel campo del cinema culturale, ha trovato, in Italia e all’estero, vasto spazio in programmi televisivi in più puntate: Djerid, i tre volti del deserto (1957/1958), Alla scoperta dell’Africa (1964/1965), Malimba (1966), Alla scoperta dell’India (1967/1968), Islam (1969/1970), L’Alba dell’Uomo (1970/1975), Mediterraneo (1971/1976), I Mari dell’uomo (1971/1974), L’Uomo Europeo (1976/1979), Festa Barocca (1980/1982), La Grande Époque (1984/1985), Il Rischio e l’Obbedienza (1991/1992), Archivi del Tempo (1980/1984), L’Avventura e la Scoperta (1984/1992), Viaggi nella Storia (1988/1992), Arcipelaghi (1993/1995), Italia infinita (1996/2002), Alpi (1998/2004), Di Isola in Isola (2004/2005), Energia (2011/2012), L’Italia di Folco Quilici (2012/2013).

Dal 1971 al 1989 ha diretto e curato la rubrica Geo, in onda su Rai 3.

Per il suo impegno nella Tv culturale ha vinto numerosi Premi Internazionali. Tra i quali nel 1976 quello del “Festival dei Popoli” per il suo lavoro sul mondo primitivo. Successivamente il Primo Premio della Critica italiana per gli otto film della Serie Alla Scoperta dell’India (1968) e per Festa Barocca (1983). Gli era stato anche assegnato il Premio della Critica Francese per Mediterranéé.

Quilici collabora alla stampa italiana e internazionale, dal 1954 con Life, Epoca, Panorama, Europeo e con quotidiani, La Stampa e Il Corriere della Sera. Il suo impegno giornalistico lo vede in anni recenti al lavoro per Il Messaggero su temi naturalistici. Ha vinto il “Premio Italia” di giornalismo (1969) e il “Premio Giornalistico Europeo” (1990). Nel 1994 ha vinto la “Penna d’Oro” per i suoi servizi sull’America Latina. Nel 1997 gli è stato conferito il “Premio Campidoglio per la Carriera nel giornalismo culturale”.

Alla moglie Anna e al figlio Brando è giunto il cordoglio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Scompare una figura di intellettuale moderno che ha saputo dare alle immagini il senso profondo della narrazione del nostro pianeta – si legge nel messaggio del capo dello Stato – La duplice dimensione che ha saputo offrire nelle sue opere, con una asciutta e ricca documentazione di sapore antropologico e con quella legata, invece, alla vita degli animali, ci ha proposto letture dei territori, a partire da quello marino, di una originalità insuperata, aprendoci a mondi e civiltà sino ad allora solo fantasticate dal grande pubblico. Il contributo dato ha rappresentato un passo decisivo nella crescita di una educazione e di una cultura ambientalista”.

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