L’appello del Papa alla Siria martoriata: “Dobbiamo pregare”

Politica

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“Rivolgo un cordiale saluto alle persone di lingua araba, in particolare a quelle provenienti dalla Siria, dalla Terra Santa e dal Medio Oriente… terra martoriata”: è il pensiero del Papa al momento dei saluti in lingua a conclusione dell’udienza generale in aula Paolo VI. “Dobbiamo pregare – ha aggiunto – per questi fratelli che sono in guerra e per i cristiani perseguitati che vogliono cacciarli via di quella terra. Preghiamo per questi fratelli e sorelle nostre”. Poi il Pontefice ha osservato, parlando proprio di croci che “nell’Eucaristia noi offriamo al Signore le cose che Egli stesso ci ha dato, chiedendogli di donarci in cambio se stesso. Noi impariamo da questo scambio tra la nostra povertà e la Sua ricchezza che solo nel dare ci arricchiamo, solo nell’aprire i nostri cuori al Signore e ai fratelli noi permettiamo a Dio di riempirci con l’abbondanza della Sua grazia. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga dal maligno!”.

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“E’ stato il primo altare cristiano quello della croce” ha tuonato ancora. “La Chiesa rende continuamente presente il Sacrificio della nuova alleanza sigillata da Gesù sull’altare della Croce” ha concluso. Ed è proprio l’altare al centro del suo messaggio di oggi: “Nella vita ordinaria ci chiede buona volontà, cuore aperto, voglia di essere migliori, e per darsi se stesso a noi nell’eucaristia ci chiede le offerte simboliche che poi diventeranno il corpo e il sangue”.

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