Maestra antifascista Vs poliziotti, Sgarbi: “Torni a studiare, legga Pasolini”

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La professoressa che ha insultato i poliziotti fino a quel “dovete morire” durante la manifestazione di Torino di giovedi 22 febbraio ha suscitato reazioni di disappunto e condanna, non solo a livello politico. Lo Speciale.it ha raccolto le dichiarazioni di Vittorio Sgarbi in merito alla vicenda: il noto critico d’arte ed ex-parlamentare, fresco di candidatura da parte di Berlusconi, ha fornito interessanti spunti di riflessione fotografando una società afflitta da alcune problematiche preoccupanti.

Sgarbi, la professoressa di Torino non ha nascosto il suo odio per i poliziotti che proteggevano Casapound dagli antagonisti. Come valuta il comportamento di questa giovane maestra?

“Si può parlare di una sconfitta sociale, inoltre ci troviamo davanti ad una donna confusa che ovviamente non può insegnare. Va sospesa dall’incarico e rimandata a studiare anche secondo me. Le parole e i pensieri di Pasolini sui poliziotti sono attuali: figli di proletari, provenienti spesso dalle classi meno agiate che devono difendere le persone provenienti dallo stesso tessuto sociale”.

Sta prendendo forma un meccanismo artefatto: un clima da anni ’70 con il presunto fascismo da una parte e le forze antifasciste dall’altra. Siamo davvero davanti a tutto questo?

“Sono episodi marginali, fuori dal tempo: non c’è nulla di reale, sembra un gioco delle parti che non è paragonabile a quanto accadeva negli Anni ’70. Non sono fascisti quelli di Casapound né sono comunisti quelli dei centri sociali”.

Questi episodi rispecchiano la società e quale? 

“Certo. La definirei una società che non ha conflitti reali da risolvere e ne crea di artificiali”.

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