Voto, Di Maio anticipa l’inciucio: “Parlino con M5s o legislatura non parte”

Politica

Luigi Di Maio, candidato premier del Movimento 5 Stelle, ad Agorà in onda su Raitre su eventuali ipotesi di dialoghi post voto parla chiaro a tutti: “Vedendo la fine che ha fatto Bersani abbiamo avuto ragione a non fidarci. Lui non governava il suo partito, tant’è che poi è arrivato Renzi e si è preso tutto. Noi la fiducia non gliel’abbiamo data non perché non ci dava un ministero, ma perché non ci fidavamo. Adesso abbiamo un’altra prospettiva, il meccanismo è inverso: o questi signori vengono a parlare con noi per fare un governo o la prossima legislatura neanche parte”.

Per Di Maio “questa legge elettorale è stata fatta per mettere insieme FI e Renzi e fare il 51% dei seggi ma non ce l’hanno più – accusa Di Maio – Forza Italia sta crollando e il Pd è già crollato”.

A dargli manforte il giornalista Emilio Carelli, ex direttore dei Tgcom e di Sky Tg24, candidato M5S, che rispondendo a chi paventa l”Apocalisse’ in caso di vittoria del Movimento, spiega le mosse: “Se M5S arriva primo, l’incarico va a Di Maio? Certo. Noi rivendichiamo questo diritto per il nostro candidato premier”, risponde. Potrebbe fare da tessitore con FI e Pd? “Noi in questo momento siamo contrari a un governo che non sia il nostro. Penso tuttavia che il dialogo sia alla base di ogni vera democrazia e io mi sento un uomo del dialogo”.

Il candidato premier M5s Di Maio alla fine della campagna elettorale ha dovuto affrontare lo scandalo interno ai microfoni della trasmissione di Raitre, e così ha risposto sui rimborsi: “Perché non ho fatto prima i controlli sul versamento dei contributi da parte dei parlamentari M5S al fondo del Ministero dello Sviluppo Economico? La fregatura di mettere i soldi su un fondo che tu non controlli è che poi è difficile fare delle verifiche”. Insomma un’ammissione di ingenuità che lo libera dalle MoVimento.

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