Perdita muscolare negli anziani, svelate insidie della sarcopenia

In Rilievo Salute

Con l’avanzare dell’età si arriverebbe ad una progressiva perdita dei nervi che controllano i nostri muscoli e che potrebbe arrivare fino al 60%. Lo ha certificato uno studio della Manchester Metropolitan University, condotto da un gruppo di ricercatori.

Lo studio, pubblicato sul Journal of Physiology, ha coinvolto 168 uomini.  I ricercatori hanno esaminato, tramite risonanza magnetica, il tessuto muscolare dei volontari per registrate l’attività elettrica che passa attraverso il muscolo e stimare il numero e le dimensioni dei nervi sopravvissuti. Dai test è emerso che, arrivati a 75 anni di età, in gran parte del campione le strutture anatomiche del sistema nervoso che controllano le gambe diminuiscono in media del 30%.

I muscoli delle gambe restano così scollegati dal sistema nervoso. Non tutti i muscoli però sarebbero destinati al deperimento: alcune parti si salverebbero grazie a nervi “superstiti” che continuano a far funzionare, inviando in soccorso nuovi rami nervosi, le fibre muscolari staccate.

Questo meccanismo di protezione può avere o meno successo. Nei casi più gravi, laddove il numero di fibre muscolari salve grazie a questo meccanismo risulterebbe molto ridotto, si potrebbe  arrivare ad un’estesa perdita muscolare e ad una condizione denominata sarcopenia che caratterizza il 10-20% delle persone al di sopra dei 65 anni. Secondo una corrente di studi, la sarcopenia non è una conseguenza inevitabile dell’età, ma si verifica in condizioni di stress ossidativo crescente nel tempo con la formazione di radicali liberi. Per quanto riguarda la sarcopenia legata alle terza età nel sesso maschile è correlata al calo della produzione di testosterone che ha effetti anabolizzanti, in particolare sul metabolismo proteico.

Nella sarcopenia la perdita di massa muscolare e la conseguente perdita di forza sono accompagnate anche da una minore funzionalità dei muscoli. In generale la sarcopenia produce un deterioramento delle funzioni fisiche e significa anche:

– Instabilità posturale

– Alterazioni della termoregolazione (aumento mortalità in estate o in inverno estremi)

– Peggiore trofismo osseo (manca lo stimolo della contrazione)

– Modificazione della omeostasi glucidica (manca deposito e consumo)

– Riduzione della produzione basale di energia

Con il trascorrere degli anni di vita di un soggetto standard, svela ancora lo studio, la perdita di massa muscolare avanza di pari passo con la perdita di forza muscolare che può essere delle stesse proporzioni se non addirittura maggiore. A 50 anni di età molte persone hanno già perso circa il 10% della loro massa muscolare e a 70 anni ne avranno perso circa il 70%.

“Con il passare del tempo – spiega Jamie McPhee, autore dello studio – si registra una drammatica perdita di nervi che può arrivare fino al 60% del totale”. Diminuzione che sarebbe alla base del malfunzionamento perché “i muscoli devono ricevere un segnale adeguato dal sistema nervoso per contrarsi e muoversi in maniera corretta”.

Lo studio ha però evidenziato anche che i muscoli dei volontari in buona forma fisica riescono a sviluppare una sorta di protezione. Queste strutture anatomiche del sistema nervoso, infatti cone detto avrebbero evidenziato la capacità di inviare nuovi “rami” per salvare il funzionamento dei muscoli. Nonostante non sia ancora stato stabilito il motivo per cui le connessioni tra muscoli e nervi finiscano per deteriorarsi con il trascorrere degli anni, i risultati dello studio hanno comunque permesso di raccogliere qualche dato in più sulla perdita muscolare, offrendo agli scienziati la possibilità cobncreta di sperimentare nuove cure.

Quindi meglio mantenersi in forma e in perfetta forma fisica, per una vecchiaia a “prova muscolare”.

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