Per Draghi “entro il 2020 la disoccupazione calerà”. Ma è crisi Millennials

Economia Politica

“Stimiamo che entro il 2020 la disoccupazione cali al 7,2%”: ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, in un convegno a Francoforte. “Continua la ripresa nel mercato del lavoro e con un aumento di circa 7,5 milioni di posti dalla metà del 2013” nell’Eurozona “tutti i posti di lavoro persi durante la crisi sono stati recuperati e il tasso di disoccupazione è ai minimi da dicembre 2008”, ha spiegato, sottolineando che “ci sono interrogativi sulla qualità di questi posti di lavoro” con “un aumento del part-time e di quelli a termine”.

Ma solo ieri sono usciti i dati sulla generazione 25-34 che ha occupazioni sempre più precarie, sottoqualificate e temporanee.

Confcooperative ha parlato chiaramente di bomba sociale che entro il 2050 rischia di portare a rischio povertà 5.7 milioni di giovani di oggi. Nel focus «Millennials, lavoro povero e pensioni: quale futuro?» emerge uno scenario preoccupante per il futuro riporta il Corriere della Sera, tra lavori sempre più precari e discontinui e quindi contribuiti pensionistici quando ci sono) sempre più bassi.

Nella fascia 25-34 anni gli occupati sono poco più di 4 milioni. A rischio povertà sono quasi in sei milioni (5,7), tra working poor (2,7 milioni con remunerazioni sempre più basse e redditi al di sotto della soglia di povertà) e gli ormai noti neet (3 milioni), coloro che non studiano e non lavorano. «Una bomba sociale – dice Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative – che va disinnescata: serve un patto intergenerazionale che garantisca ai figli le stesse opportunità dei padri».

Diciamo che è meglio pensare che abbia ragione Draghi.

 

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