Stupro Milano, Santanchè (FdI): “Quartieri come califfati. Le colpe di Sala”

Interviste

Stupro a Milano in Via Chopin, per Daniela Santanchè , parlamentare di Fratelli d’Italia intervistata da Lo Speciale, si tratterebbe dell’ennesima “tragedia annunciata”. Due ragazzi di 22 e 19 anni che pare si fossero appartati nella zona situata alla periferia sud di Milano in cerca di privacy, sarebbero stati aggrediti e rapinati con la minaccia di un’arma. Poi il 22enne sarebbe stato picchiato e la fidanzatina 19enne stuprata. Gli inquirenti avrebbero fermato un sospettato, un colombiano che corrisponderebbe alla descrizione fatta dai ragazzi.

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Onorevole, Milano sempre più fuori controllo? Una coppia è stata aggredita, rapinata, lui pestato, lei stuprata. Teatro via Chopin zona Ripamonti. 

“Purtroppo siamo in una città dove gli abitanti ogni giorno di più vivono nel terrore e nella paura. Ci sono intere zone di Milano che sono diventate ormai degli autentici califfati sottratti alla nostra giurisdizione. Pezzi interi di territori che di fatto non ci appartengono più. La situazione di Milano oggi è questa, una città in preda alla delinquenza con delle vere e proprie zone franche dove le donne di qualsiasi età, anche anziane, vengono stuprate e dove i cittadini si sentono completamente abbandonati”.

E le colpe di chi sono? 

“Guardi, conosciamo tutti queste zone di degrado, non sono una novità soprattutto per chi come l’Amministrazione comunale dovrebbe prendere provvedimenti. Invece ogni volta sembra che gli amministratori cadano dalle nuvole o vengano colti di sorpresa. La mappatura della delinquenza in città la conosciamo tutti. Il dramma è che nessuno si muove. La cosa davvero grave è che il sindaco Sala non metta questo problema al primo punto della propria agenda di governo. Inutile che ci vengano a dare i dati del Viminale secondo i quali le rapine e i furti sarebbero calati a Milano, perché sono dati totalmente falsi. La gente non denuncia più, non ha più fiducia in una giustizia che non dà certezza della pena e mette fuori i delinquenti il giorno dopo che li hanno arrestati. Qui è morto lo stato di diritto”.

Come risponde a chi sostiene che questi ragazzi sarebbero stati in parte sprovveduti avendo scelto per appartarsi un luogo a rischio?

“Che è assurdo affermare una cosa del genere. E’ come quando venivano violentate le donne e ci si chiedeva come erano vestite. Milano dovrebbe essere la nostra casa, ovunque. Non possono esistere zone vietate da frequentare perché c’è la delinquenza in azione”.

C’è chi denuncia una certa cultura buonista che avrebbe ispirato l’azione della Giunta Pisapia prima e di Sala poi. Condivide?

“Purtroppo quando governa la sinistra mostra di avere sempre sulla sicurezza un approccio ideologico. L’ideologia li accompagna sempre e li devasta. Il problema è che poi finisce per devastarci tutti, distruggendo le nostre città e condannandoci a vivere perennemente insicuri”.

La situazione può essere recuperata in qualche modo? Milano può tornare ad essere una città vivibile anche nelle periferie: cosa serve?

“L’errore della sinistra è stato quello di aver messo fine all’operazione strade sicure, togliendo i pattugliamenti con l’Esercito. Quando le persone vedono le divise si sentono già più tranquille, hanno già meno paura, perché percepiscono la presenza dello Stato. Aver tolto tutto questo, aver eliminato il poliziotto di quartiere, aver lasciato queste zone prive di illuminazione ha consentito alla criminalità di trovare terreno fertile per affermarsi. Anche la luce vuol dire sicurezza. L’approccio ideologico di Pisapia e di Sala è stato quello di aver voluto eliminare la presenza dell’Esercito sulle strade in quanto simbolo della “militarizzazione della città”. Capisce quanto può essere deleteria in questo campo l’ideologia”.  

 

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