Sarkozy fermato, indagine su finanziamenti illeciti da Libia. Ora ride la rete

Esteri Politica

Nicolas Sarkozy non ride più di noi, come faceva con la Merkel citando il nome di Berlusconi: è il commento più letto sulla rete che fa riferimento al suo stato di fermo a Nanterre, come riporta il quotidiano Le Monde sul suo sito, parlando di una convocazione nell’ambito dell’indagine sul possibile finanziamento da parte della Libia della sua campagna elettorale del 2007.

È la prima volta che Sarkozy viene interrogato e si attendono ulteriori novità, anche perché l’inchiesta sarebbe partita dopo la pubblicazione sul sito di Mediapart di un documento libico che parla di finanziamenti da parte di Muammar Gheddafi alla campagna elettorale.

Si parla storicamente delle primarie repubblicane, e ci sarebbe una confessione quella di Ziad Takieddine, intermediario libico, accusato di “complicità in corruzione di funzionario straniero” e di “appropriazione indebita di fondi pubblici in Libia”.

Il suo racconto ruota intorno alla cifra di 5 milioni di euro in contanti portati da Tripoli a Parigi tra la fine del 2006 e l’inizio del 2007 e consegnati all’allora ministro dell’Interno Claude Guéant, vicino a Sarkozy.

E mentre si attende che parli Sarkozy e si difenda, la rete ha già sentenziato la propria versione dei fatti: ride bene chi ride ultimo.

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