Trattato Caen, cessione mare italiano. Borghi: “Ho prova, non è una bufala”

In Rilievo

La prova che non è una bufala la pubblica su Twitter il leghista Claudio Borghi oggi. Gentiloni all’epoca ministro degli esteri (2015) firmò il Trattato che oggi fa tanto discutere, quello di Caen. Le sessioni di negoziato sarebbero tutte avvenute durante i governi Pd sottolineano lui e i suoi follower: ossia Prodi, Monti, Renzi.

La smentita sul “fattaccio” era apparsa sul sito della Farnesina dove era stata diffuso questo comunicato: 

“Relativamente alle dichiarazioni di alcuni esponenti politici su possibili cessioni di acque territoriali alla Francia, si osserva che esse sono prive di ogni fondamento.

L’accordo bilaterale del marzo 2015 non è stato ratificato dall’Italia e non può pertanto produrre effetti giuridici. I confini marittimi con la Francia sono pertanto immutati e nessuno, a Parigi o a Roma, intende modificarli. Quanto alla data del 25 marzo essa, come informa l’ambasciata di Francia a Roma, riguarda semplicemente “una consultazione pubblica nel quadro della concertazione preparatoria di un documento strategico” sul Mediterraneo che si riferisce al diritto ed alle direttive europee esistenti e che non è volta in alcun modo a “modificare le delimitazioni marittime nel Mediterraneo”. L’ambasciata riconosce che “le cartine circolate nel quadro della consultazione pubblica contengono degli errori (in particolare le delimitazioni dell’accordo di Caen, non ratificato dall’Italia)” e aggiunge che “esse saranno corrette al più presto possibile”. Si informa infine che a breve si terranno consultazioni bilaterali previste a scadenze regolari dalla normativa UE al solo fine di migliorare e armonizzare la gestione delle risorse marine tra i Paesi confinanti, nel quadro del diritto esistente”.

Allo stesso modo anche il Pd ha parlato solo di una firma, ma il trattato non sarebbe stato ratificato: “Nessuno intende modificare i confini marittimi tra Italia e Francia. Tanto più che l’accordo non è nemmeno stato ratificato dall’Italia: il 25 marzo non è altro che la data di avvio di una consultazione pubblica sul Mediterraneo” ha risposto il sottosegretario Gozi cercando di ribattere alle polemiche.

Ma perché firmare un trattato se non si intende ratificarlo? Insomma il fatto lascia legittimamente  perplessi.

Su twitter gli italiani dicono di voler  sapere a quale titolo sarebbe dovuta avvenire questa cessione e perché. Ritengono anche se un fatto del genere fosse accaduto a parti invertite, ossia alla Francia, a quest’ora sarebbe tremata anche la Torre Eiffel. E ringraziano il leghista Claudio Borghi che portò la questione in consiglio regionale della Toscana due anni fa, mozione bocciata dal Pd, a tutela dei confini marittimi e dell’informazione per i cittadini.

Sarà perché il primato della scoperta è leghista che ieri Matteo Salvini si è impegnato ad impedire la consegna di tutto questo mare, cinguettando: “Stop al trattato di Caen che cede pezzi di mare e relative risorse toscane liguri e sarde alla Francia. Pronti alle barricate contro l’ennesimo regalo di Gentiloni. Non siamo i servi dell’Europa e fermeremo questo scempio”.

Di seguito potete vedere lo scambio di accuse (cessione di mare-bufala) tra leghisti e dem. Ma siamo sicuri che la questione non finisca qua, Borghi ha tutta l’intenzione di non mollare.

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