Bce conferma: avanti QE finché necessario. Non c’è altra strada

Politica

Il Consiglio direttivo della Bce “ha confermato la necessità di un ampio grado di accomodamento monetario per assicurare un ritorno durevole dell’inflazione verso livelli inferiori ma prossimi al 2 per cento”.

Così ha “sentenziato” la banca centrale europea nel nuovo Bollettino, ricordando che la Bce ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse di riferimento e che l’Eurotower continua ad attendersi che “rimangano sui livelli attuali per un prolungato periodo di tempo e ben oltre l’orizzonte degli acquisti netti di attività”.

Quanto alle misure non convenzionali di politica monetaria, il Consiglio direttivo ha confermato l’intenzione di condurre acquisti netti, all’attuale ritmo mensile di 30 miliardi di euro, sino alla fine di settembre 2018, o anche oltre se necessario, e in ogni caso “finché non riscontrerà un aggiustamento durevole dell’evoluzione dei prezzi coerente con il proprio obiettivo di inflazione”.

Sull’espansione economica nell’area dell’euro, ha detto, “continua a essere solida e generalizzata nei diversi paesi e settori, con una crescita del pil, nel quarto trimestre 2017, pari allo 0,6 per cento sul periodo precedente. “Tale valutazione si riflette sostanzialmente anche nelle proiezioni macroeconomiche di marzo 2018 formulate per l’area dell’euro dagli esperti della Bce, che prevedono una crescita annua del pil in termini reali del 2,4 per cento nel 2018, dell’1,9 nel 2019 e dell’1,7 nel 2020”.

Qualche perplessità, l’ammettiamo, è prodotta da questo passaggio: i consumi privati sono sospinti dall’incremento dell’occupazione, che a sua volta beneficia delle passate riforme del mercato del lavoro, e dall’aumento della ricchezza delle famiglie. L’occupazione è a tempo breve si sa, contratti a tempo indeterminato non se ne vedono, si tratta di dati relativi a forme contrattuali nuove, che danno l’impressione di un’occupazione, ma che in realtà rimane minima e precaria.

Comunque l’Eurotower rileva che è proseguito il rafforzamento degli investimenti delle imprese, sostenuti da condizioni di finanziamento molto favorevoli, dalla crescita della redditività delle aziende e dal vigore della domanda; al contempo, negli ultimi trimestri, anche gli investimenti in edilizia hanno registrato un ulteriore miglioramento. Benefici anche dall’espansione generalizzata a livello globale che favoriscono le esportazioni dell’area dell’eur

Il Consiglio direttivo ha altresì ribadito che l’Eurosistema continuerà a reinvestire il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del programma di acquisto di attività “per un prolungato periodo di tempo dopo la conclusione degli acquisti netti di attività e, in ogni caso, finché sarà necessario”.

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