XVIII legislatura, incognita presidenti Camera e Senato: la mossa di Salvini

venerdì, 23 Marzo 2018
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Oggi prende ufficialmente il via la XVIII legislatura, con la prima seduta delle due Aule del Parlamento, chiamate ad eleggere i nuovi presidenti. L’Aula del Senato a Palazzo Madama si riunisce alle 10,30, quella della Camera a Montecitorio alle 11. Previste dirette tv in tutte le principali emittenti televisive.

Intanto da stamattina tutti a leggere il leader della Lega Matteo Salvini che a Repubblica ha rilasciato dichiarazioni sibilline: “Io non ho pretese – ha detto – ed è evidente che dobbiamo cercare personalità condivise per il Senato e perla Camera. Condivise nel modo più largo possibile” “dal Pd al M5S”. Ma, ammette “è inutile nascondere che io punto alla presidenza del consiglio. Il centrodestra dirà questo nelle consultazioni e io, rispettando le prerogative di Mattarella, me lo aspetto”.

Tutto però si è bloccato sul nome di Romani, sul candidato di Forza Italia. “I nomi in realtà non li abbiamo mai fatti – afferma Salvini -. Ma è chiaro che c’è una posizione dell’M5S. Tutti dovranno fare uno sforzo. Io l’ho fatto”.

E su questo pensa di convincere Berlusconi? “Con lui va benissimo. Ci sentiamo tutti i giorni e sa bene cosa serve. Il problema semmai sono gli altri”, ovvero “Quelli di Forza Italia che gli stanno intorno. Il problema, se proprio vogliamo chiamarlo problema, è quello”. In ogni caso Salvini si dice certo del fatto che “la coalizione risolverà tutto tutta insieme”.

Ma Salvini non ha i numeri in Parlamento. A chi glielo ricorda risponde così: “Lavoreremo da qui alle consultazioni per portare numeri che servono”. Con il Pd? “No, con loro no. I nostri programmi sono divergenti: Fornero, tasse, migranti, legittima difesa. E comunque non mi vedo con accanto la Boschi e Renzi. Nemmeno i miei elettori mi ci vedrebbero”. Dunque si profila una rottura dell’accordo con Berlusconi a favore di Di Maio? “Parto comunque dalla coalizione di centrodestra. Anche perché la Lega va al governo solo e soltanto se è in grado di mantenere gli impegni presi in campagna elettorale”.

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