Terrorismo Foggia, Souad Sbai: “In Italia rischio alto e troppo silenzio”

Interviste

Allarme terrorismo, arrestato un imam, presidente di un’associazione culturale islamica a Foggia, con l’accusa di essere affiliato all’Isis. Per Souad Sbai giornalista esperta di mondo islamico ed ex parlamentare intervistata da Lo Speciale, si tratterebbe della conferma dei sospetti sempre avanzati in questi anni, ossia che taluni centri culturali presenti in Italia siano in realt√† coperture per attivit√† terroristiche. L’uomo arrestato, di nazionalit√† egiziana, pare indottrinasse i bambini che frequentavano il centro incitandoli alla guerra santa e all’odio contro gli “infedeli” spiegando addirittura loro come colpirli. Intanto questa mattina un italo-marocchino √® stato arrestato a Torino dalla Polizia al termine di un’indagine del nucleo antiterrorismo coordinata dalla procura del capoluogo piemontese. L’accusa ipotizzata √® di aver svolto una campagna di radicalizzazione e proselitismo sul web.

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Imam indottrinava i bambini incitandoli alla guerra santa. La sorprende la notizia? 

“Assolutamente no, purtroppo √® tutto semplicemente normale. Sono dieci anni che mettiamo in guardia sui pericoli che si annidano nelle moschee fai da te o in certi centri di cultura islamica che sono in realt√† centrali della propaganda radicale. Da anni ci affatichiamo nel chiedere di controllare questi luoghi e di indagare sui finanziatori. Oggi purtroppo ancora una volta dobbiamo dire di aver avuto ragione. Ma c’√® un aspetto ancora pi√Ļ inquietante in questa vicenda, ed √® il silenzio assordante che abbiamo registrato in questi ultimi mesi. E’ sembrato quasi che il pericolo terrorismo non fosse pi√Ļ fra noi. In realt√† il silenzio dovrebbe preoccuparci molto di pi√Ļ del clamore, perch√© significa che si stanno organizzando e sono liberi di farlo lontano dalle attenzioni”.

Per√≤ l’arresto dell’imam di Foggia e il blitz anti-terrorismo delle ultime ore non √® anche una dimostrazione di un servizio di intelligence che non ha affatto abbassato la guardia?

“Questo √® vero. Sono stata sempre critica con le lentezze dello Stato nella lotta contro il fondamentalismo islamico, ma devo riconoscere onestamente che il ministro Minniti ha operato bene e auspico che chi governer√† in futuro segua la stessa linea rendendola ancora pi√Ļ efficace. Si sta facendo un buon lavoro di intelligence, ma bisogna stare bene in guardia perch√© temo che dietro il silenzio di questi mesi ci sia una fase di intensa organizzazione”.

Fra pochi giorni √® Pasqua. Quanto √® alto il rischio per l’Italia e le possibilit√† che possano colpire?

“Direi che √® altissimo. Ma non soltanto per l’Italia. Va fatto un plauso a chi ha lavorato anche nel periodo della campagna elettorale sotto silenzio per proteggerci dai rischi. Temo che se non ci fosse stato questo straordinario lavoro di intelligence non ci avrebbero lasciati tranquilli, visto che proprio i periodi elettorali sono considerati i pi√Ļ rischiosi. In genere i terroristi puntano a condizionare le elezioni, colpendo con lo scopo di creare il caos istituzionale e pilotare i voti con la paura”.

Cosa servirebbe per prevenire ancora di pi√Ļ e meglio il pericolo terrorismo, oltre ovviamente alle indagini e agli arresti?

“Vanno chiusi questi pseudo centri culturali pieni di criminali che stanno formando la terza generazione di terroristi. Dopo aver indottrinato i giovani, adesso sono passati ai bambini. Sbagliato definire queste scuole coraniche, o centri di cultura islamica, queste sono scuole criminali. Ripeto, vanno chiuse e i bambini vanno tolti ai genitori che li mandano a frequentare quei luoghi sapendo perfettamente che gli viene praticato il lavaggio del cervello. Quei bambini vanno poi affidati a strutture di recupero dove devono essere aiutati ad uscire dal tunnel del radicalismo. Mi appello a Minniti e a chi verr√† dopo. Recuperiamo questi bambini e mandiamoli alle scuole dell’obbligo, sradichiamoli dal contesto in cui vivono prima che per loro, e per noi, sia troppo tardi”.¬†

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Americo Mascarucci
Dal 1998 giornali e uffici stampa sono stati la mia casa, mi sono occupato di cronaca nera, bianca, rosa, rossa. Ho iniziato raccontando i fatti di paese e di provincia come corrispondente del quotidiano ‚ÄúIl Tempo‚ÄĚ nella redazione a Viterbo, poi ho ottenuto l‚Äôassunzione in un giornale del gruppo Nuovo Oggi. Solo alla fine approdo nel meraviglioso mondo degli online che non ho pi√Ļ lasciato