Ebrea uccisa, Pontecorvo: “E’ antisemitismo, stanno scappando tutti”

Interviste

Anziana ebrea di 85 anni sopravvissuta alla Shoah, uccisa a coltellate e poi morta nell’incendio doloso del suo appartamento a Parigi. La Polizia avrebbe fermato due sospettati considerati vicini ad ambienti del radicalismo islamico. Lo Speciale ha raggiunto Gianluca Pontecorvo membro delle Comunità Ebraica di Roma e co-fondatore di Progetto Dreyfus per capire quanto l’antisemitismo, mescolato al fondamentalismo islamico, possa diventare ancora più pericoloso. Uno dei due accusati avrebbe confessato di avere sentito l’altro urlare “Allah Akbar” mentre si consumava l’omicidio di Mireille Knoll, 85 anni, superstite ai rastrellamenti della Shoah nel luglio 1942, ritrovata morta nell’incendio del suo appartamento a Parigi venerdì scorso. Sul corpo dell’anziana, sono state riscontrate dodici  ferite da coltello.

Il barbaro omicidio di Mireille Knoll avvenuto a Parigi che sta a significare? Che è ripartita la caccia all’ebreo?

“Sta a significare che in Francia c’è ormai un antisemitismo incontrollato. Nel 2006 c’è stato l’omicidio del giovane  Ilan Halimi, sequestrato, torturato e poi ucciso soltanto perché ebreo. Poi un anno fa circa l’omicidio di Sarah Halimi uccisa dal vicino di casa e oggi dobbiamo commentare questa tragedia che vede protagonista una sopravvissuta all’olocausto. Bruciata e accoltellata nella sua casa perché ebrea. Due persone sono state fermate, una pare sia di religione islamica e avrebbe agito mosso da sentimenti antisemiti nei confronti della vittima. La situazione è gravissima. Non ci possiamo più fermare alle parole. Dobbiamo trovare un modo per fermare questo fenomeno. Non è possibile che in Europa nel 2018 si venga bruciati perché ebrei”.

Il fatto che la vittima fosse una sopravvissuta della Shoah, quindi un simbolo, vuol dire qualcosa? E’ stata colpita proprio per questo?

“Guardi, questo non so dirlo, ma di sicuro è soltanto l’apice di una situazione molto più grave. Gli ebrei in Francia stanno scappando, emigrando in Israele o in America. Hanno paura anche ad indossare la Kippah e quotidianamente si viene a conoscenza di nuovi episodi di violenza. Qualche settimana fa ad un bambino è stato addirittura gettando dell’acido o del materiale urticante all’interno del passeggino. Questi sono segnali molto pericolosi che devono invitarci tutti a mettere in atto le necessarie azioni di contrasto. Non è possibile che si ricordino gli ebrei morti dimenticandosi dei vivi”.

Sembra che uno degli assassini sia islamico e abbia agito al grido di Allah Akbar. A questo punto è giusto parlare di antisemitismo o sarebbe più appropriato il termine odio islamico?

“Sono due fenomeni diversi come il giorno e la notte. Sono diversi per origini, metodologie, schemi di applicazione. Qualsiasi paragone è sbagliato. L’antisemitismo può avere origini nel mondo arabo, può essere di matrice cattolica, può trovare fondamento nelle ideologie di estrema destra come in quelle di estrema sinistra. Quindi collegare l’antisemitismo a fenomeni come il radicalismo o il fondamentalismo islamico che si rivolge contro tutti , non soltanto contro gli ebrei, ritengo rischi di essere fuorviante.”. 

Quanto è alto il rischio che anche in Italia si possa assistere a fatti del genere?

“Al momento fortunatamente non c’è questo rischio e mi sento di ringraziare per questo le forze dell’ordine, la Polizia, i Carabinieri, l’Esercito che giorno e notte presiedono e proteggono le istituzioni ebraiche e le nostre comunità. In Italia è sicuramente molto forte un sentimento anti israeliano ma fortunatamente non c’è una caccia all’ebreo, almeno per il momento, come avviene in Francia. Spero sinceramente che non si debba tornare in futuro a rivivere situazioni drammatiche che purtroppo abbiamo conosciuto molto bene in passsato”

Condividi!

Tagged