Terrorismo, Tonelli (Lega): “Pasqua a rischio, troppi lupi solitari”

Interviste

“Minaccia Isis mai così alta anche in Italia” ha dichiarato il ministro dell’Interno Marco Minniti. Gianni Tonelli, fino a pochi giorni fa segretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap) e ora parlamentare della Lega, intervistato da Lo Speciale ritiene l’allarme più che attendibile, ma punta il dito contro presunte inefficienze del governo uscente. In un’intervista a Repubblica Minniti ha detto che Roma sarebbe oggi nel mirino molto più di altre città per il forte valore simbolico che riveste, come dimostrerebbe anche la propaganda pro-terrorismo via web che si sarebbe molto rafforzata. Il ministro invita il prossimo governo a non disperdere il lavoro portato avanti in questi anni che avrebbe consentito di prevenire e scongiurare rischi per l’Italia.

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Tonelli, Minniti lancia l’allarme affermando che l’Italia mai come ora sarebbe a forte rischio terrorismo. La propaganda è ripartita e Roma sarebbe nel mirino. Le risulta una situazione di così elevato rischio?

“Se il ministro ha affermato questo ritengo lo abbia fatto sulla base di dati e informazioni certe arrivate dai servizi. L’allarme è certamente più che fondato. Resta però la domanda di fondo: perché siamo arrivati a questo punto? Mi spiace per Minniti, ma la sua parte politica in questi anni non ha fatto che rottamare l’intero apparato della sicurezza. In campagna elettorale Renzi prometteva di assumere 10mila poliziotti in più ogni anno. Peccato che la riforma Madia del luglio 2016 ne abbia tagliati 50mila. I poliziotti in più che sarebbero stati assunti in realtà sono andati a coprire i posti lasciati da chi è andato in pensione, ma resta sempre il vuoto di 50mila unità. Mi chiedo come si possano fronteggiare certi pericoli con questa carenza di uomini e di equipaggiamenti”.

Minniti ha anche parlato di circa 30 mila foreign fighters pronti a rientrare in Europa sfruttando le rotte ancora aperte fra cui quella del Mediterraneo centrale, cioè quella verso l’Italia. Ha affermato che il controllo dei confini libici deve restare una priorità per il prossimo governo. Come risponde?

“Peccato che quando certe cose le andavamo affermando noi ci davano dei razzisti. Abbiamo sempre sostenuto che le rotte dell’immigrazione permettevano anche l’ingresso di potenziali terroristi e il governo di centrosinistra ci accusava di fare della vergognosa strumentalizzazione politica. Minniti mi pare oggi scopra una cosa ovvia, il classico segreto di Pulcinella”.

L’imam di Foggia, secondo gli inquirenti che lo hanno arrestato, addestrava i bambini a diventare terroristi e pare sostenesse la necessità di distruggere i simboli della cristianità per sostituire ogni chiesa con una moschea. Quanto è alto il rischio in questi giorni di Pasqua considerando che si tratta della festa più importante della cristianità?

“L’allarme direi che è elevatissimo, anche perché l’Isis non è soltanto composta da una cellula centrale ma da un’infinità di lupi solitari che possono agire singolarmente o in gruppi. Cani sciolti che non hanno bisogno di ordini per agire e potrebbero farlo in qualsiasi momento”.

Però un plauso ai servizi di intelligence non va fatto, visti gli arresti di queste ultime ore? Alla fine l’apparato della sicurezza italiano, per quanto debilitato, non si mostra straordinariamente efficiente rispetto a quello degli altri paesi spesso presi alla sprovvista?

“Diciamo che fino ad oggi ci ha salvati in parte il nostro levantinismo, ossia il non aver preso posizione chiara nella politica internazionale. Questo credo ci abbia messo al riparo dall’essere obiettivi del terrorismo. Detto questo è fuor di dubbio che abbiamo servizi di intelligence altamente efficienti, direi eccellenti, ma potrebbero esserlo ancora di più se soltanto non si fosse sempre a corto di mezzi a causa delle cattive scelte della politica che ha governato in questi anni”

Voi della Lega vi apprestate ad andare al Governo. Minniti vi chiede di portare avanti il lavoro fin qui svolto. Quali azioni pensate di mettere in campo?

“La prima cosa da fare prima di rimettere mano ad una ristrutturazione dell’apparato della sicurezza per evitare che continui ad essere un edificio pericolante, sarà vedere dove piantare dei puntelli. Ovviamente si dovrà procedere con degli interventi normativi tampone che consentano alle forze dell’ordine di operare da subito nel modo più efficiente possibile, in attesa di rimettere mano ad una seria riorganizzazione del sistema nel suo complesso. Non vorrei che Minniti stia facendo già le prove tecniche di opposizione scaricando su di noi problemi che il suo governo non ha saputo risolvere”. 

 

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