Borghezio (Lega): “Terroristi sui barconi? Ci dicevano imbecilli”

Interviste

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Allarme terrorismo a Roma, il ministro dell’Interno Marco Minniti lancia l’allarme foreign fighters evidenziando come molti di questi potrebbero rientrare in Europa con i barconi. L’europarlamentare leghista Mario Borghezio intervistato da Lo Speciale non ci sta e ricorda al ministro come questo allarme il Carroccio lo avesse sollevato sin da quando gli sbarchi erano iniziati, ritrovandosi di fronte il muro di gomma della sinistra.  Minniti ha denunciato il rischio “di una diaspora individuale verso l’Europa di circa 30 mila foreign fighters che, necessariamente, sfrutterà le rotte rimaste aperte. Dunque, quella del Mediterraneo centrale. Il che pone l’Italia in una posizione ancora più cruciale e indica il controllo dei confini libici, settentrionali e meridionali, come una priorità della nostra sicurezza nazionale. E tutto questo, per non parlare dei lupi solitari”.

LEGGI SU LO SPECIALE COSA HA DETTO MINNITI

Borghezio, che effetto le fa sentire oggi Minniti affermare con certezza che tanti foreign fighters cercheranno di rientrare in Europa con i barconi dei migranti? 

“Che effetto vuole che mi faccia? Ho presentato diverse interrogazioni presso la Commissione europea e fino ad oggi ho ricevuto soltanto risposte molto generiche. C’è la consapevolezza che la sconfitta del Califfato in Siria abbia dato luogo ad un fuggi-fuggi di miliziani dell’Isis, ma al momento non si sono viste grandi operazioni di prevenzione, né da parte dell’Unione Europea, né da parte degli stati membri. In particolare c’è carenza di controlli sui soggetti che salgono a bordo delle carette del mare insieme ai tanti disperati che scappano verso le nostre coste”.

Quanto è davvero pericolosa la situazione internazionale ed in special modo per l’Italia?

“E’ molto preoccupante. Per altro c’è un’alta percentuale di sbarchi fantasma, di soggetti pericolosi provenienti dalla Tunisia. Avvengono al di fuori di ogni controllo, a piccolissimi gruppi, soprattutto sulle coste siciliane. Questi soggetti proprio per il fatto di arrivare in gruppi ristretti passano per lo più inosservati e così la loro identità resta sconosciuta. Capisce bene quanto possano essere pericolose visto che di fatto è come se non esistessero, essendo totalmente prive di un’identità. Ho lanciato spesso l’allarme, ma purtroppo finora nessuno mi ha ascoltato. Nessuno ha sentito il bisogno di siglare adeguati accordi con la Tunisia per prevenire il sempre più probabile sbarco di potenziali terroristi”.

E’ preoccupato per ciò che potrebbe succedere a Roma dal momento che proprio la Capitale sembra oggi la più minacciata sui siti di propaganda dell’Isis?

“Proprio ieri ero a Roma e sono passato nella zona del Vaticano. C’è da rimanere impressionati per come la Capitale è costretta a vivere queste festività pasquali. E’ giusto che oggi ci si preoccupi di proteggere tutti i possibili obiettivi sensibili, iniziando dai luoghi simbolo della cristianità, ma si tratta tuttavia di interventi a mio giudizio tardivi che forse potevano essere evitati se non si fosse rimasti con gli occhi foderati di prosciutto”. 

Che cosa si sarebbe dovuto fare?

Non si è voluto capire in tempo ciò che noi abbiamo evidenziato sin dai primi sbarchi sulle nostre coste. La Lega lo ha detto sin dal primo momento che i barconi dei disperati potevano agevolare  anche l’arrivo di possibili affiliati dell’Isis decisi a portare la guerra santa nelle nostre città. Non soltanto il ritorno dei foreign fighters, ma l’approdo di tanti fanatici indottrinati all’odio e pronti anche singolarmente ad esportare il terrore in Italia ed in Europa. I lupi solitari per capirci, quelli che si lanciano con i tir sulle folle. Questa è una realtà innegabile che soltanto oggi sembrano scoprire tutti”.

All’epoca vi definivano razzisti e xenofobi. Oggi vi sentite riabilitati?

“Guardi, la cosa grave non erano tanto gli attacchi politici che ci arrivavano da sinistra, ma piuttosto le dichiarazioni di certi magistrati che sembravano trattarci da imbecilli. Questi autorevoli uomini di legge ci spiegavano che i terroristi non potevano arrivare con i barconi perché non avrebbero mai messo a rischio la loro vita viaggiando su quelle carrette. Finché a dire certe fesserie sono i politici poco importa, ma quando a farlo sono dei magistrati….”. 

 

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