Wwf, i cambiamenti climatici minacciano le api. Tra 100 anni addio miele

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I cambiamenti climatici stanno appestando il mondo. Le alte temperature alzano anche i livelli di ozono e altri inquinanti esacerbando le malattie respiratorie e cardiovascolari.

Con l’aumento della diffusione di pollini e altri allergeni favorito dal caldo estremo, non solo l’uomo sta conoscendo maggiormente la patologia dell’asma ma anche le api soffrono. Colpa anche dei pesticidi che mettono in pericolo la sopravvivenza delle api e altri impollinatori secondo il WWF.

Fino al 5 aprile è possibile partecipare alla consultazione pubblica della Commissione Europea per chiedere maggiori impegni per la tutela degli impollinatori. Una delle spie degli effetti negativi dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale, si legge in una nota, è la drammatica diminuzione delle api domestiche e selvatiche.La minore durata della stagione invernale ha innescato un probabile allungarsi della finestra di attività delle api, ipotizzabile in 20-30 giorni di lavoro in più l’anno.

Sono proprio i cambiamenti climatici a rappresentare una delle maggiori minacce per gli impollinatori, da cui dipende oltre il 70% della produzione agricola per la nostra alimentazione. Un primo segnale arriva dalla produzione di miele. Secondo i dati forniti da dagli apicoltori italiani dell’Unaapi la produzione di miele, a causa della siccità del 2017, è calata del 80%.

La relazione tra il cambiamento climatico e il rischio per api e impollinatori è stata analizzata in una “Ricerca su possibili influenze dei fenomeni climatici e ambientali quali fattori determinanti l’assottigliamento delle popolazioni apistiche mondiali”, del Centro Ricerche di Bioclimatologia dell’Università di Milano, che ha analizzato le osservazioni meteorologiche dal 1880 e le osservazioni satellitari dal 1978, ha confermato l’impatto dei cambiamenti climatici sulle popolazioni di api domestiche e selvatiche.

La produzione di miele, secondo i ricercatori dell’Università di Milano, rischia di scomparire da qui a 100 anni. Secondo i ricercatori dell’Università di Milano l’inverno più corto e più caldo determinerebbe uno stress aggiuntivo per le api e comprometterebbe la loro salute.

Una seconda conclusione della ricerca dell’Università di Milano è la tendenza a bloccare le covate. Il cambiamento climatico contribuisce così al fenomeno della moria delle api in modo determinante.

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