A 24 ore dalle consultazioni: convergenze possibili, Colle e big allo studio

Politica

Prima delle convergenze possibili, diamo uno sguardo alla road map istituzionale della settimana. Domani è il giorno delle consultazioni, partiranno infatti dalle 10.30 del 4 aprile, data in cui è fissato l’incontro del Capo dello Stato con la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. Un’ora più tardi sarà la volta del presidente della Camera Roberto Fico. Alle 12.30 ci sarà invece l’incontro con il Presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano.

A partire dalle 16, a dare il via, il gruppo Per le Autonomie (SVP-PATT, UV) del Senato e i gruppi misti delle due Camere. Alle 18.30 sarà quindi la volta dei capigruppo di Camera e Senato per Fratelli d’Italia. Con loro, è attesa anche la leader Giorgia Meloni. L’incontro chiuderà la prima giornata.

Il secondo giro di confronti a partire dalle 10 del 5 aprile, vedrà il Partito Democratico con i capigruppo di Camera e Senato Graziano Delrio e Andrea Marcucci. Intorno alle 11 sarà la volta di Forza Italia e del ritorno di Silvio Berlusconi al Quirinale; un’ora più tardi incontreranno il presidente i membri della delegazione della Lega guidati dal leader Matteo Salvini. Ultima a colloquio con Matterella la delegazione del M5S composta dai capigruppo Danilo Toninelli e Giulia Grillo, prevista per le 16.30 con il leader e candidato premier del partito Luigi Di Maio.

Intanto uno studio realizzato da Reti, società di lobbying, public affairs e comunicazione, scandagliando i temi immigrazione, fisco, Europa, ambiente, energia, infrastrutture, editoria, gioco d’azzardo, lavoro e giustizia ha valutato i punti di accordo e disaccordo tra centrodestra, Lega e M5S. Gli indici di convergenza e divergenza tra la Lega e il Movimento 5 Stelle sono all’interno di un’analisi comparativa delle principali proposte, suddivise in 50 temi. I tre programmi rimangono distanti su immigrazione, uso delle intercettazioni e realizzazione di infrastrutture energetiche.

Solo in 12 casi su 50 la ‘luce’ accesa dagli analisti di Reti è rossa (ossia esclude accordo su quel tema), sinonimo di totale inconciliabilità. Le cose in comune tra Di Maio, Salvini e Berlusconi, sembrano essere molte. E il contatto c’è non solo sulle pensioni (l’abolizione della riforma Fornero è il tema che mette tutti d’accordo) o sull’Europa (tutti e tre i programmi parlano del superamento del 3% del rapporto Deficit/PIL)”.

“Una sintesi è possibile, anche su aree che sono considerate come il terreno di scontro più aspro tra i tre – continua la nota -. Ad esempio sulla giustizia, l’asse tra Lega e M5S corre su una possibile convergenza sul tema dell’impiego di agenti provocatori, gli infiltrati che inducono alla commissione di un reato, principalmente per l’emersione dei fenomeni di corruzione e delle ‘inclinazioni deviate’ nei reati contro la pubblica amministrazione. Semaforo verde tra CDX unito e M5S per riforma della legittima difesa e per l’inasprimento delle pene contro i reati predatori.

O ancora sull’immigrazione Salvini e Di Maio si trovano d’accordo nel contrasto al ‘trafficking’, il fenomeno della tratta di esseri umani. Sul tema del fisco convergono sull’effettiva chiusura di Equitalia, sia centrodestra che M5s potrebbero trovare un accordo su questo punto. Sulle politiche energetiche, l’intesa c’è sul ruolo delle rinnovabili. Mentre un accordo si potrà trovare sulle aliquote della no tax area.

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