Allarme di Borghi (Lega): “Attenti, i risparmi dei conti correnti sono a rischio”

Interviste

I risparmi degli italiani potrebbero essere in forte rischio, compresi quelli dei conti correnti. Lo spiega l’ economista e parlamentare della Lega  Claudio Borghi, che Lo Speciale ha intervistato. Con un tweet Borghi sembra lasciar intendere che una volta al Governo Salvini possa tornare ad indossare a pieno titolo lo scettro anti-europeista dando inizio al percorso di allontanamento dalla Ue e di uscita dall’euro. Scrive infatti Borghi: “Metteremo come test d’intelligenza il saper distinguere fra ‘i risparmi non sono a rischio se si esce dall’euro’ e ‘i risparmi sono a rischio finché si resta nell’euro’. La verità della seconda affermazione è già stata sperimentata da centinaia di migliaia di azzerati”.

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Borghi, che significa? Riparte la battaglia anti-euro della Lega?

“Guardi, è molto semplice. Si vogliono mettere in discussione quelle regole che hanno portato all’azzeramento dei risparmi di centinaia di migliaia di persone. Non ci trovo nulla di scandaloso in questo”.

Però capirà che scritto da lei che è ormai considerato insieme a Bagnai il principale ispiratore delle politiche economiche di Salvini, la cosa non può passare inosservata?

“Non è una novità che mi sia sempre pronunciato contro il bail in, le normative sulle banche, i nuovi aggiustamenti che si stanno portando avanti nel più assoluto riserbo sempre riguardo alla gestione delle banche e al  futuro del  risparmio. Lo sa che è allo studio una norma che prevede il congelamento dei conti correnti in caso di difficoltà della banca per evitare che la gente porti via i soldi? Poi ci sono i continui e sempre meno velati inviti alla Banca centrale europea perché punisca quello o quell’altro con lo spread. Non mi sembra questo un ambiente favorevole per il risparmio nell’Unione Europea finché non cambieranno certi parametri. Già il fatto che sia previsto lo spread è un rischio enorme per chi è detentore di titoli di stato, perché vuol dire che nel momento in cui alla Bce dovesse arrivare qualcuno meno benevolo o con idee differenti rispetto alle garanzie da dare sul debito pubblico, il debito pubblico stesso potrebbe diventare un asset a rischio”. 

Quindi non sarebbero a rischio soltanto i risparmi investiti in azioni ed obbligazioni, ma anche quelli dei conti correnti?

“I conti correnti fino a 100mila euro sono garantiti da un fondo interbancario, quindi non dallo Stato ma dalle banche stesse. E’ evidente che in caso di crisi bancaria l’intero sistema andrebbe a rotoli. Il fondo in questo momento, per ammissione del suo stesso direttore, mi risulta essere vuoto. Oltretutto i costi per dare risorse al fondo sono ottenuti con commissioni aggiuntive sui conti correnti dei clienti. Quindi non è un caso se gli italiani hanno ricevuto una bellissima comunicazione dalla propria banca che annunciava l’aumento delle spese proprio a seguito delle richieste di versamento al fondo di garanzia per le insolvenze bancarie. In questo momento l’Europa è un terreno minato per gli investitori e le insidie purtroppo sono sempre maggiori”. 

Premesso tutto ciò quindi, La Lega una volta al Governo metterà in atto l’uscita dall’euro o no?

“Il recupero della sovranità monetaria e la tutela del risparmio sono una parte del programma della Lega. Insistiamo nel dire che vanno fatte delle manovre per mettere in sicurezza i rispamiatori. Per ciò che riguarda le scelte di Governo bisognerà capire chi ci sarà. Serviranno delle mediazioni e delle sintesi anche all’interno del centrodestra dove si parla già di strumenti utili a riacquisire la sovranità monetaria, come ad esempio la preminenza del nostro diritto sul diritto comunitario. Se si dovrà allargare ancora di più il recinto della maggioranza si dovranno trovare nuove sintesi e ulteriori mediazioni. Purtroppo quando si formano delle coalizioni questa è la regola. Credo che sulla tutela dei risparmiatori vi sia tuttavia la possibilità di ampie convergenze, ad esclusione ovviamente del Pd che ha contribuito all’azzeramento dei risparmi con le sue politiche rivolte alla tutela di ben altri interessi”.

Intanto Israele annuncia che l’ Italia potrebbe farsi carico della redistribuzione di una parte dei suoi migranti economici sulla base di un accordo con l’Onu. La Farnesina ha smentito e da Tel Aviv hanno poi corretto il tiro dicendo che si era parlato dell’Italia solo come esempio. La convince questa cosa?

Innanzitutto la marcia indietro di Israele ha fatto seguito alle proteste interne, non a quelle italiane. Nel paese è scoppiata la rivolta quando si sono accorti che il piano prevedeva la redistribuzione di una parte dei migranti e non della totalità. Basterebbe leggere i quotidiani israeliani come sono solito fare io per accorgersi di quanto nel Paese sia forte la rabbia contro la permanenza degli immigrati, anche di una minima parte. La vicenda è tutta da chiarire. Non credo che un capo di stato possa buttare nomi a caso, non possa parlare di accordi con un altro stato se questi accordi non ci sono. Quindi di sicuro qualcosa in piedi c’è e come al solito ci passarà sulla testa. Ecco perché è fondamentale cambiare Governo al più presto. Se ci saremo noi state pur certi che sentirete ben altra musica”.

L’ha sorpresa Claudio Amendola, attore da sempre schierato a sinistra, che ha definito Salvini il miglior leader degli ultimi vent’anni? Rispondendo poi ad Aldo Grasso di essersi sbagliato perché in realtà è il migliore degli ultimi trent’anni?

“E’ un esempio di onestà intellettuale. Se la sinistra avesse avuto in passato questo tipo di atteggiamento, su molte cose si sarebbe potuto discutere meglio e forse si sarebbero potute trovare anche quelle convergenze utili nell’interesse del Paese”.

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