Dell’Utri anche “con luce in faccia sempre accesa”. Difesa: lesi diritti umani

In Rilievo

Il 6 febbraio scorso i giudici della Sorveglianza avevano negato a Dell’Utri la scarcerazione per motivi di salute (è effetto da cardiopatia, diabete e tumore alla prostata) e nei giorni scorsi l’ex senatore di Forza Italia ha presentato una denuncia al Csm contro sei magistrati dello stesso tribunale capitolino per violazione disciplinare.

I legali di Marcello Dell’Utri, piantonato 24 ore su 24 da due agenti non potendo incontrare nessuno, hanno chiesto oggi con un’istanza al Tribunale di Sorveglianza di verificare se le condizioni in cui è detenuto l’ex senatore di Forza Italia siano compatibili con i diritti umani.

“E’ costretto a stare in una stanza in cui non è possibile neanche aprire la finestra e dorme con una luce sempre accesa puntata in faccia” denunciano i difensori dell’ex senatore, che tornerà in carcere a Rebibbia il 20 aprile prossimo al termine del ciclo di radioterapia che sta facendo per il cancro da cui è affetto. Il tribunale di Sorveglianza di Roma si è riservato di decidere in merito all’istanza presentata dai legali dell’ex parlamentare, Marcello Dell’Utri, in cui si chiede di verificare se l’attuale stato detentivo presso il Campus Biomedico lede i diritti umani.

“L’ex senatore, che sta scontando una pena a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, dovrebbe rientrare a Rebibbia il 20 aprile prossimo – spiegano i difensori Alessandro De Federicis e Simona Filippi -. Attualmente è costretto in una camera del Campus Biomedico, dove non può nemmeno aprire la finestra perché sigillata ed deve dormire con la luce in faccia”.

L’ex parlamentare chiede al Consiglio superiore della magistratura di valutare il comportamento, a suo parere “superficiale e inerte” assunto dai giudici che hanno deciso in merito alla compatibilità tra la detenzione in carcere e il suo stato di salute e ciò, a suo dire, ha comportato un peggioramento del quadro clinico

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