Industry 4.0, Sabella-Think-in: “M5s e Lega mirano a ciò che non riuscì a Renzi”

Politica

“L’Industria4.0 è in parte condivisibile. Ma bisogna coinvolgere di più le piccole e medie imprese”. Così Matteo Salvini circa un mese fa. Il nuovo che avanza sembra tutt’altro che avverso all’industria, sistema che non può non scommettere su globalizzazione e mercato globale. E allora ecco Di Maio a rassicurare tutti: “L’Italia resta alleata dell’Occidente nel Patto Atlantico e nell’Unione monetaria europea”. Cosa sta succedendo? Ne abbiamo parlato con Giuseppe Sabella, direttore di Think-in e esperto di Industria 4.0.

Direttore, le recenti dichiarazioni di Salvini e Di Maio paiono registrare un cambio di rotta rispetto a quanto sostenuto da Lega e M5S sino ad oggi. Cosa ne pensa?
“Non poteva che finire così. Oggi Lega e M5S si propongono come forze di governo e, quindi, Europa e Industria sono due interlocutori da cui non si può prescindere. Non per il politically correct, semplicemente per una questione di tenuta sociale”.

Ci spieghi meglio…
“Siamo dentro la più grande crisi del lavoro della storia contemporanea, causata in parte dalla recessione economica e in parte – ma il trend è destinato a invertirsi – dalla digitalizzazione dei processi produttivi. Possiamo mettere in discussione il valore dell’industria, ovvero di ciò che ancora è in grado di creare lavoro?
Lo stesso mondo dell’impresa sembra guardare con favore ai cosiddetti partiti populisti. Persino a Cernobbio, al Forum Ambrosetti, c’è stata un’apertura al M5S… E già c’era stata per Matteo Salvini e la Lega. Imprenditori e investitori sanno che il decisore politico ha bisogno di loro e non può prescindere dal dialogare con loro. Lega e M5S in questo sono molto disponibili, ciò che vogliono è capitalizzare questo rapporto per la comunità. È ciò che non è riuscito a Matteo Renzi”.

In che modo?
“Questo lo vedremo. Io tuttavia penso che non sia impossibile vedere attuare una riforma fiscale – FlatTax ma non per forza… – di cui Salvini parla almeno da due anni. Ciò naturalmente potrebbe incidere non solo sull’impresa ma anche sul lavoro. E sulle famiglie”.

Per la gioia anche del sindacato…
“Al di là delle schermaglie, nel sindacato – o perlomeno in alcuni ambienti sindacali – è chiaro che il governo che viene potrebbe fare qualche manovra economica più incisiva di quelle che abbiamo visto nella recente legislatura. Io non vedo muri ma possibili ponti tra politica e sindacato. Del resto, nell’era di Industry4.0 potrebbe essere diversamente?”.

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