Siria, l’ultimo corridoio sul Mediterraneo. Chi vuole la guerra e perché

Politica

Siria: chi vuole la guerra e perché? A seguito dell’uso di armi chimiche nella località di Douma Ghouta orientale Siria, le autorità statunitensi avrebbero stabilito la responsabilità dell’esercito fedele a Bashar al Assad, che, però, nega ogni utilizzo delle suddette armi, unitamente alle autorità russe.

Ebbene, al riguardo si può osservare che:
1) nessuna indagine è stata condotta in loco, per cui non si può nemmeno stabilire con certezza se vi è stato un vero e proprio attacco con armi chimiche;
2) la faccenda è sospetta per due ragioni fondamentali: a) in precedenza sia il Ministro degli Esteri Lavrov, sia lo stesso presidente Putin, avevano dichiarato che i ribelli stavano preparando un attacco chimico da attribuire falsamente alle truppe fedeli ad Assad; b) ormai l’esercito siriano con l’appoggio dei russi aveva riconquistato definitivamente e saldamente tutto il Ghouta orientale, per cui non avrebbe avuto necessità di colpire la popolazione o i ribelli con gas letali.

In ogni caso, gli Stati Uniti hanno minacciato di intervenire militarmente con lanci di missili. La Francia ed il Regno Unito si sono affiancati agli USA. In effetti, navi militari e sommergibili statunitensi, nonché aerei caccia della NATO si stanno avvicinando alla Siria. La Russia ha minacciato, in caso di lancio di missili, non soltanto di intercettare i missili stessi, ma di colpire le basi di lancio, quali navi, aerei o sommergibili. I fatti salienti sono questi. In sintesi uno scenario è da 3^ guerra mondiale.

Chi vuole la guerra?
1) Certamente non Trump. Con un tweet ieri, 11 aprile 2018, ha sostanzialmente implorato i russi di intercettare i missili, che l’esercito statunitense starebbe per sparare. Con un altro tweet di oggi, 12 aprile 2018, Trump ha dichiarato che gli USA potrebbero sparare dei missili o anche no. Un atteggiamento molto ondivago quello del Presidente USA, che non sembra da guerrafondaio.
2) Gli europei non vogliono la guerra, a parte la Francia e il Regno Unito, che la vogliono, ma con le armi degli americani, perché loro le armi non le hanno.
3) I russi, i cinesi, gli iraniani e i siriani non vogliono la guerra, e reagiranno militarmente alla NATO, solo se costretti.

Ma allora la guerra chi la vuole?
Potrebbe essere una fazione molto potente, che viene chiamata in vari modi, cioè il deep State americano, i Neocons, la lobby sionista. Certamente, l’unico che i missili li ha sparati per davvero fino ad ora è stato Israele, che ha colpito la base aeroportuale di Al Tyas in Siria.

Ma a prescindere da chi vuole la guerra, l’interrogativo che sorge è: l’entità che vuole la terza guerra mondiale, perché la vuole?
Il progetto geopolitico è quello del “Governo Unico Mondiale”.
La Siria è la punta di diamante, centro nevralgico dell’ultimo blocco di paesi del Medio Oriente, non allineati con gli interessi angloamericani. I paesi del cosiddetto asse sciita o “asse della resistenza”. Asse della resistenza che va dall’Iran al clan alauita al potere in Siria, ad Hezbollah in Libano, fino ad Hamas in Palestina.
La Siria. Storico nemico di Israele.

Storico amico dell’Unione Sovietica, prima, della Russia di Putin, poi. Infatti, il Porto di Tartus in Siria è l’ultimo porto del Mediterraneo, presso cui la Russia può far stazionare navi da guerra. In verità, l’asse sciita rappresenta l’ultimo corridoio di cui la Russia e la Cina dispongono per affacciarsi sul Mar Mediterraneo.
Lo scopo principale del progetto è, con tutta evidenza, quello di spezzare l’asse sciita, isolare l’Iran e impedire alla Russia e alla Cina l’accesso al Mar Mediterraneo.
Se i Neocons non riescono a realizzare tale obiettivo, il governo unico mondiale diventa per loro una chimera irraggiungibile. Questa è la posta in gioco. Che, poi, in mezzo – tra gli americani e i russo-cinesi – ci siano gli europei, per i neo-cons è un particolare assolutamente trascurabile! “Parigi val bene una messa!”, diceva un vecchio adagio. Chi vivrà vedrà.

di Francesco Tallarico

 

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