Il Papa fa l’appello per Alfie: cosa ha detto dopo la visita di papà Thomas

In Rilievo

Thomas Evans, papà del piccolo Alfie, il piccolo inglese con una malattia neurologica degenerativa non diagnosticata in modo chiaro, ha incontrato stamane Papa Francesco prima dell’udienza in Piazza San Pietro. Sul profilo social del giovane papà, un paio di scatti, che documentano l’incontro, confermato anche al ‘Sir’.

E un commento: “Alfie faremo qualsiasi cosa per te. Tu non stai morendo e perciò non permetteremo che ti tolgano la vita. Santità, salvi il nostro figlio”. Il papà scrive ancora di “non aver dormito, non aver mangiato e non essersi messo la cravatta né preparato” e di essere “saltato ieri sera su un aereo per venire a Roma e incontrare il Papa”. Dopo l’incontro privato, Thomas Evans ha assistito all’udienza in Piazza San Pietro. 

Poi è stata la volta del Papa.

“Attiro l’attenzione di nuovo a Vincent Laurent e al piccolo Alfie Evans e vorrei ribadire e fortemente confermare che l’unico padrone della vita, dall’inizio alla fine naturale, è Dio. E nostro dovere è fare del tutto per custodire la vita” ha detto papa Francesco al termine dell’udienza generale. “Pensiamo in silenzio e preghiamo perché sia rispettata la vita di tutte le persone e specialmente di questi due fratelli nostri”, ha poi aggiunto.

Ora non resta che aspettare di capire cosa farà l’ospedale Alder Hey Children’s Hospital di Liverpool dove è ricoverato il piccolo, dopo la bocciatura della richiesta dei genitori di portarlo al Bambino Gesù di Roma. L’ultima parola alla Corte Suprema.  Purtroppo la legge britannica è stata chiara: se non c’è speranza e non si riesce a garantire una vita che possa essere definita tale, le macchine devono essere staccate. Insomma una vita può essere futile. Qui in Italia non funziona (ancora) così.

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