Le Guerre Horrende, il cinema di poesia di Immesi e Brazzale

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Le guerre horrende è il secondo lungometraggio di Luca Immesi e Giulia Brazzale, dopo l’esordio di “Ritual – Una storia psicomagica“, nel cui cast figurava anche il noto regista e scrittore cileno Alejandro Jodorowsky.

Guardando alla Prima e alla Seconda Guerra mondiale, il film è una favola nera di forte ispirazione teatrale liberamente tratta dall’omonima pièce di Pino Costalunga. Il titolo prende spunto da una frase di Machiavelli che per “horrende” intendeva grandi, straordinarie.

Le guerre horrende descrive le vicende del Capitano (Livio Pacella) e dello Scudiero (Desireé Giorgetti) che trascorrono il loro tempo a narrare ed inscenare epiche battaglie, avendo per pubblico animali ed insetti immaginari. Raccontano di stravaganti guerre tra formiche e mosche. A loro si unirà il Soldato (Dario Leone) un giovane paracadutista ferito e privo di memoria, che spezzerà il legame tra il Capitano e lo Scudiero, innescando tensioni e colpi di scena.

Il tutto si svolge in un bosco misterioso e senza uscita, che amplifica i conflitti tra i protagonisti che scopriremo tramite flashback  condividere un terribile segreto.

Immesi e Brazzale riescono sapientemente a fondere il linguaggio teatrale con quello cinematografico, e se inizialmente è il primo, nei gesti e nelle interpretazioni a prevalere, nella seconda parte, dove emerge il passato dei protagonisti, è il “filmico” ad imporsi in tutto lo splendore del  bianco e nero.

Un cinema di poesia strettamente legato all’idea ejzenštejniana di “amicizia fra le arti”, che utilizza il surreale per ovattare la tragedia della guerra e farla esplodere nel conflitto che giace irrisolto in ognuno di noi.

 

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