Prof bullizzato, Crepet: “E vorremmo anche garantire il reddito di cittadinanza?”

Interviste

Professore bullizzato a Lucca da studenti, parla a Lo Speciale lo psichiatra Paolo Crepet. Hanno destato scalpore i video con gli atti di bullismo nei confronti del professore dell’istituto tecnico Carrarà. In un primo video si vede uno studente minacciare il docente di italiano e storia che non vuole dargli la sufficienza dopo una pessima interrogazione. “Mi metta sei, non mi faccia incaz…” urla l’alunno. In un secondo video invece si vedono dei cartoni della spazzatura svuotati sulla cattedra del professore tra insulti e parolacce. In un terzo invece un ragazzo indossa un casco da motociclista e si avvicina al professore mimando una testata. Il tutto condito da parolacce, insulti, pesanti offese e bestemmie. Per la vicenda sono già stati indagati tre studenti, tutti minorenni.

Professore, che sta succedendo? C’è chi parla di rottura del patto nelle classi. Condivide?

“A me viene da ridere. Ma davvero scopriamo l’acqua calda? Ci accorgiamo oggi che questo patto si è rotto? Guardi che ci sono casi anche peggiori di quelli andati in scena a Lucca. Siamo all’affondamento della scuola e della famiglia. Due istituzioni che non esistono più e questi sono i risultati”.

Una volta l’insegnante aveva una sua autorità, era rispettato e temuto dagli alunni che identificavano in lui la figura dell’educatore. Ma era rispettato anche dai genitori che educavano i figli a rispettare il docente anche quando li rimproverava  dando per scontato che avesse ragione. Come recuperare questa forma di rispetto comunque saltata?

“Gli insegnanti devono tornare a fare gli educatori, non gli istruttori. I ragazzi vanno educati, non istruiti. La scuola deve tornare a produrre educazione, perché l’istruzione si può avere anche studiando a casa o in qualsiasi altro posto. Invece la scuola negli ultimi tempi è sembrata privilegiare unicamente la sua funzione di centro d’istruzione fregandosene se gli studenti erano dei maleducati cronici. L’educazione prevede delle regole. Se queste saltano, salta l’intero impianto. Poi altro grave deficit è rappresentato dalle famiglie”.

Quali sono le principali colpe dei genitori oggi?

” Quella di non fare i genitori. La famiglia non esiste più. Poi per carità, ci sono anche delle eccezioni, non voglio fare di tutta l’erba un fascio. Ma io giro dalla mattina alla sera e so perfettamente che la situazione è critica. Due giorni fa ero in provincia di Varese, ieri in provincia di Bari, adesso sto andando in Olanda a parlare ai ragazzi dell’Erasmus. So di cosa sto parlando. Il progetto educativo delle famiglie è completamente fallito”.

Il dirigente scolastico di Lucca in un’intervista ha definito la classe coinvolta negli episodi di bullismo “turbolenta” specificando che soltanto un alunno perderà l’anno. Non è un po’ poco di fronte a quello che si è visto nei video?

“Il fallimento della scuola nasce anche da questo. Non serve a niente sospendere gli studenti, mandarli a casa o bocciarli. Ripeto, bisogna educarli non mandarli a spasso quindici giorni. Poi scusi, se uno di quelli viene bocciato, cosa fa?”

Cosa fa?

“Glielo dico io, si va ad iscrivere ad una scuola privata dove pagando probabilmente ottiene più facilmente la promozione. Del resto questo diritto lo ha riconosciuto lo Stato italiano. Vada in giro per l’Europa e veda se esistono istituiti riconosciuti dallo Stato che si fanno propaganda invitando tutti i bocciati della scuola pubblica ad iscriversi da loro e avere la promozione assicurata o peggio il diploma. Questa è un’altra dimostrazione che la scuola ha fallito”.

Quindi ha ragione chi dice che alla fine i provvedimenti disciplinari rischiano di produrre effetti contrari, ossia aumentare il desiderio di sfida?

“Non servono a niente i provvedimenti disciplinari. Se qualcuno pensa che quello accaduto a Lucca sia un fatto raro ed irripetibile è un idiota. Proprio ieri ho parlato con il papà di un bullizzato, che da vittima di bullismo è diventato drogato. E’ chiaro che se tutti ti menano e nessuno ti aiuta poi si finisce così. La cosa scandalosa è che non ce ne frega niente. Addirittura vorremmo anche garantire il reddito di cittadinanza ai ragazzi che non fanno niente. Questo vuol dire ridurre l’Italia peggio del Mozambico”.

Educare il bullo, è possibile?

“Non è impossibile. Intanto bisogna parlare con i genitori. Purtroppo loro sono i primi a derubricare a ragazzate i gesti dei figli”.

Non c’è speranza quindi?

“Non è vero, io giro l’Italia e posso affermare che non tutto il Paese è così. Poi certo, ovunque ci sono i nullafacenti che mantenuti dai genitori bivaccano dalla mattina alla sera. Mamma e papà rincoglioniti cacciano i soldi e i figli possono permettersi di non fare nulla. Questo è anche un danno economico per l’Italia nel momento in cui abbiamo milioni di ragazzi e ragazze che non producono nulla. Ne ha sentito forse parlare in campagna elettorale?”

 

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