Anno record dell’influenza perché adulti e anziani non si vaccinano più

Salute

L’Italia è tra i Paesi europei con i più bassi tassi di vaccinazione contro l’influenza e sarà per questo che il 2018 è stato l’anno record per ammalati influenzali. Eppure le vaccinazioni oltre ad essere un diritto individuale, sono anche una responsabilità collettiva e non si può pensare di farne a meno.

Se i tassi di copertura globale sono all’86% (senza variazioni significative nell’ultimo anno) quelli dell’Italia sono variati eccome, in negativo.

Sia anziani che adulti che non sono vaccinati, secondo due studi riportati dalla newsletter Alliss dell’Istituto Superiore di Sanità, dedicata alla settimana dell’immunizzazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), si ammalano di più. Nella prima ricerca, condotta dall’università di Ferrara con il contributo del Network della Sorveglianza Nazionale dell’ISS, 9 mila su 260.407 anziani durante le stagioni influenzali tra il 2005 e il 2017, hanno avuto sintomi influenzali (3,39% del campione).

“In questo contesto – si legge nella newsletter – è stata rilevata una significativa associazione tra l’incremento delle sindromi influenzali e il declino della copertura vaccinale, tanto che, secondo stime al ribasso, un aumento di solo l’1% nella copertura vaccinale potrebbe prevenire oltre 2690 casi tra gli anziani”.

Il dato va a braccetto con quello degli ammalati di influenza quest’anno: “Con 8.521.000 di italiani colpiti, questa stagione influenzale è stata la più intensa degli ultimi 15-20 anni. E il picco è stato più elevato di quello pandemico del 2009 e quello del 2004-2005” ha dichiarato all’Adnkronos Salute è Gianni Rezza, direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità. Nell’ultimo bollettino diffuso dalla rete Influnet i virus avrebbero colpito circa 81.000 persone. Un’enormità legata anche al fatto che il ricorso alla vaccinazione antinfluenzale è andato dimezzandosi negli ultimi anni.

Secondo i dati del Network la copertura tra il 2014 e il 2017 è stata sempre intorno al 50%, una cifra tra le più basse d’Europa. Meno anziani che si vaccinano e meno adulti anche: solo il 23% degli adulti con meno di 65 anni e affetti da patologia cronica si sono protetti.

“Negli ultimi 10 anni l’Italia ha dovuto affrontare un declino generale delle coperture vaccinali che ha riguardato tutti i gruppi di età a tal punto da rappresentare un problema prioritario di sanità pubblica – ha commentato Walter Ricciardi, presidente dell’Iss – e, nonostante le diverse iniziative promosse dal ministero della Salute e dalle singole regioni e pubbliche amministrazioni, è cresciuto il fenomeno del rifiuto vaccinale”.

Ma non è proprio tutto negativo, qualcosa si muove seppure sotto traccia.

“I dati dell’ultima campagna vaccinale mostrano una lieve ma significativa ripresa – secondo Maria Masocco, responsabile del Coordinamento Nazionale Passi – e la quota di adulti, con meno di 64 anni, che ha fatto ricorso al vaccino contro l’Influenza nell’inverno 2016-2017 è salita all’8%”.

 

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