Sana morta in Pakistan: cos’è “l’integralismo paterno”

Esteri

Potrebbe essere stata effettivamente uccisa da un malore Sana Cheema, la 25enne residente a Brescia e deceduta in Pakistan. Non sarebbe più così certa l’ipotesi dell’omicidio attribuito al padre e ai suoi più stretti familiari per aver rifiutato un matrimonio combinato. Ci sarebbero testimonianze che avvalorerebbero la tesi del ricovero di Sana in ospedale in seguito ad un malore pochi giorni prima. Eppure i sospetti sul padre restano tutti, anche perché la ragazza non è comunque deceduta in ospedale e non vi sarebbero certificati medici sulle cause del suo decesso. Anzi, il ricovero potrebbe essere anche un alibi in grado di rafforzare l’ipotesi dell’omicidio. Ma andiamo per gradi.

Sana era una cittadina italiana, molto bene inserita nella comunità. Pare che il suo viaggio in Pakistan fosse legato al desiderio di comunicare ai genitori la volontà di stabilizzarsi definitivamente a Brescia e vivere con un ragazzo italiano di origini pakistane come lei. Da qui il sospetto che ad ucciderla possano essere stati il padre e i fratelli contrari a che la giovane sposasse un italiano e vivesse all’occidentale.

Sulle cause del decesso è giallo. Il padre e i fratelli avrebbero riferito che la morte della ragazza potrebbe essere avvenuta in seguito ad un malore e pare che sarebbero spuntati anche riscontri a questa ipotesi. Sana sarebbe stata effettivamente ricoverata in ospedale qualche giorno prima del decesso, anche se poi però avrebbe fatto ritorno a casa senza nulla di grave. Gli inquirenti pakistani tuttavia stanno svolgendo le dovute indagini. Risulterebbe smentita al momento anche la notizia dell’arresto del padre.

Bisognerà quindi attendere l’esito delle indagini per avere risposte, anche se sono in pochi a credere davvero alla tesi del malore.

Si teme che a Sana possa essere toccato lo stesso destino di tante ragazze immigrate che, cresciute in Italia, hanno scelto di vivere secondo la moda occidentale rifiutando tradizioni e imposizioni della cultura islamica e ribellandosi ai padri che pretendevano di imporle il loro volere, impedendole di frequentare e vivere con ragazzi italiani non musulmani. Alcune sono state uccise, altre sfregiate, altre ancora sono state costrette a rinunciare ai loro progetti per poter salvare la vita.

Chissà se a Sana è toccata analoga sorte? Sembra davvero improbabile agli amici italiani che possa essere morta così improvvisamente per un malore, anche se ovviamente questa ipotesi non può essere esclusa a priori come del resto avrebbero confermato anche gli inquirenti, specificando che nessuna pista può essere data per scontata o esclusa. Sarà necessario capire la ragione del ricovero di Sana e valutare quello che può essere accaduto dal ritorno a casa al decesso.

Qualora fosse invece confermata l’ipotesi dell’omicidio e dovessero emergere le effettive responsabilità del padre e dei fratelli nella sua morte, diventerebbe davvero difficile accettare una cosa del genere e chiedersi: come mai Sana è voluta tornare laggiù sapendo perfettamente ciò che poteva attenderla? Possibile che non fosse cosciente della mentalità del padre e dei fratelli e del fatto che mai avrebbero accettato un rifiuto di una promessa di matrimonio già siglata?

Ciò che poi preoccupa molto il fidanzato italiano e gli amici è il rischio che l’inchiesta possa essere insabbiata, considerando che in Pakistan certi delitti spesso considerati “d’onore” pur non essendo ammessi potrebbero essere in qualche modo tollerati sulla base di tradizioni molto consolidate nel mondo islamico. Per questo anche l’Italia ha chiesto chiarimenti alle autorità pakistane. La Procura di Brescia ha a sua volta aperto un’inchiesta e la Farnesina ha chiesto all’ambasciata pakistana in Italia di essere informata sull’effettivo esito delle indagini.

Sembra che Sana sarebbe dovuta ritornare in Italia il giorno dopo il decesso e anche questo particolare farebbe supporre l’ipotesi dell’omicidio.

 

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