Terrorismo, arresto gambiano. Gabrielli: “Aveva giurato fedeltà al Califfato”

Politica

Terrorismo in Italia. Ancora una volta il sistema di prevenzione ha funzionato.

“La cosa certa è che questo cittadino gambiano aveva registrato il giuramento di fedeltà al Califfato e che, normalmente, negli attentati che ci sono stati, il giuramento è l’attività prodromica alla commissione di delitti”. Lo ha detto il capo della Polizia Franco Gabrielli, in Procura a Napoli dove si è tenuta una conferenza stampa nella quale sono stati illustrati i dettagli dell’operazione che ha portato all’arresto di un 21enne gambiano per partecipazione all’Isis. Però attenzione. “Non è stato sventato un attentato a Napoli o da un’altra parte. E’ stato individuato un soggetto che aveva fatto giuramento di fedeltà al califfato e che riteniamo altamente probabile potesse porsi in una condizione di dare seguito a quel giuramento. Ma tutto questo ad oggi non c’è”

Voleva far seguito al giuramento? “Dove e con quali modalità ovviamente sono rimesse solo alle sue dichiarazioni. Prima aveva detto che era uno scherzo, poi una proposta cui non avrebbe dato seguito. Sono tutte cose che devono essere accertate”, ha specificato Gabrielli.

Riguardo alla prevenzione, “soprattutto – ha raccontato Gabrielli – ha funzionato la corretta circuitazione delle informazioni tra l’intelligence e le forze di polizia. Come dice il mio ministro ‘mai dire mai’, però ancora una volta il sistema ha funzionato e di questo dovremmo tutti essere felici, senza amplificare o fantasticare”.

E ovviamente su Facebook il segretario della Lega, Matteo Salvini, ha scritto in un post il suo pensiero: “Così voleva ‘ripagarci’ per la richiesta di asilo politico… Poverino… #stopinvasione prima che sia tardi”.

Ci va giù pesante anche il Presidente della Provincia di Caserta, Giorgio Magliocca (Forza Italia) commentando l’arresto: “Sulla correlazione, da più parti sottolineata, tra migranti e terrorismo ignorare ancora gli allarmi è soltanto autolesionistico, con dietro l’angolo il rischio per vite umane innocenti. La prevenzione non è sufficiente – osserva nella nota – serve a questo punto uno scatto culturale e mi riferisco a chi continua a non voler vedere un pericolo reale che c’e’ sui nostri territori. “.

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