Venezia divisa sui varchi anti-turisti: è soluzione giusta?

In Rilievo

E’ polemica a Venezia per l’entrata in vigore ieri dei tornelli che dovranno limitare l’afflusso dei turisti fino al primo maggio.

Una trentina di giovani no global ha rimosso per protesta uno dei due varchi posto ai piedi del Ponte di Calatrava, a Piazzale Roma. Dopo avere divelto la struttura, i no global l’hanno spostata di lato, sempre a Piazzale Roma, coprendola con uno striscione sul quale campeggia lo slogan: “Venezia non è una riserva, non siamo in via di estinzione”. Il varco è stato subito riposizionato.

La decisione di chiudere Venezia al traffico dei turisti è stata presa dal sindaco Luigi Brugnaro in previsione dell’afflusso previsto nel week end a cavallo fra il 25 aprile e il primo maggio. L’ordinanza firmata dal sindaco il 24 aprile introduce per la prima volta le «misure urgenti» per tutelare la città storica, e gestire il traffico, sia pedonale che acqueo. 

Non ci sarà nessun blocco per l’accesso al centro storico, ma una serie di deviazioni e sensi unici per impedire la calca nelle calli. Tuttavia la decisione sta provocando forti critiche soprattutto da parte dei commercianti che ritengono controproducente impedire l’afflusso dei turisti con limitazioni che potrebbero scoraggiare l’arrivo di persone nel periodo forse più florido per la città dopo quello di Carnevale. E naturalmente non sono mancate le critiche da parte delle opposizioni che ritengono non idonee e del tutto inopportune le misure adottate dall’Amministrazione. 

«Non vedo niente di male – ha risposto Brugnaro alle critiche piovute al suo indirizzo – nel disciplinare il traffico dei turisti nelle giornate di maggior ressa. Vogliamo dire a tutta l’Italia che le persone che decidono di venire a Venezia sono sempre ospiti importanti per noi. Stiamo sconsigliando, soprattutto a quelli che vengono in giornata, di arrivare in giorni da bollino nero».

Obiettivo dell’ordinanza è quello di limitare l’accesso pedonale lungo la direttrice più battuta (piazzale Roma e Stazione, Lista di Spagna e Strada Nuova) consentendola ai soli residenti e ai frequetatori abituali. Si punta poi a  deviare i flussi pedolai diretti a Rialto e San Marco indirizzandoli su percorsi alternativi e ad istituire divieti di sbarco per i lancioni gran turismo da Cavallino Treporti, Jesolo, Musile e Quaro d’Altino. Infine è limitata la circolazione sul Ponte della Libertà.

I tornelli sono stati posti ai piedi del ponte della Costituzione e all’inizio di Lista di Spagna, da attivare solo su segnalazione della polizia locale e in base al monitoraggio svolto con le telecamere. In caso di chiusura i turisti saranno indirizzati su strade alternative. Deviazioni e sensi unici sono possibili anche in altri luoghi, se si rendesse necessario: ci potrebbero essere divieti temporanei, transenne o aree interdette.

L’inosservanza delle sanzioni, recita la delibera, al di là di possibili reati è punita con una sanzione amministrativa che va da 25 a 500 euro (e pagamento in misura ridotta fissato a 50 euro).

In merito all’iniziativa dei no global, Brugnaro ha twittato sui social: “Abbiamo ripristinato tutto dopo mezz’ora dal gesto eroico dei nostri no global locali. Ringrazio la polizia locale, i carabinieri, la guardia di finanza, la polizia, il questore, il prefetto”. Il sindaco ha poi annunciato di voler andare avanti. “Vogliamo risolvere i problemi che per tanti anni queste persone hanno impedito che si potessero risolvere. Non cadremo nelle provocazioni. Con grande serenità continuiamo a voler regolamentare i flussi per far vivere meglio le persone. Potete venire tranquillamente a Venezia”. In attesa del prossimo blitz?

Vedremo a conclusione di queste giornate di fuoco se l’esperimento ha funzionato davvero. Già da stamattina comunque l’afflusso di turisti si era fatto massiccio al punto da rendere necessarie le prime deviazioni. 

Ma soprattutto ci si chiede: E’ questa la soluzione giusta? Il dibattito è aperto. Di certo si tratta di una proposta innovativa e per certi versi rivoluzionaria. Forse un po’ azzardata ma non va dimenticato che Venezia non è una città come le altre. Ha una sua peculiarità che la rende straordinaria sotto ogni punto di vista ccon tanti aspetti positivi ma anche innumerevoli disagi. Certamente è sbagliato prendere posizione soltanto sulla base di preconcetti ideologici, senza aver prima sperimentato gli effetti reali di questa nuova formula di accoglienza turistica. Inedita certamente, ma non per questo da contrastare a priori.

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