Giornata di bilanci Ue: debito/Pil Italia giù. Tutti Paesi sotto 3% di deficit

Economia Politica

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E’ la giornata dei bilanci Ue, come sarà andato l’anno? Partiamo dal nostro Paese. Il rapporto debito/Pil è in calo in Italia: secondo le previsioni di primavera della Ue ha raggiunto il picco nel 2017 al 131,8%, anche a causa del sostegno pubblico al settore bancario, e progressivamente dovrebbe calare al 130,7% nel 2018 e a 129,7% nel 2019, principalmente come risultato di una crescita del PIL nominale più forte.

Un dato che fa rallegrare l’Unione Europea, un po’ meno chi ha stretto la cinghia fino all’impossibile, è che nel 2018 tutti gli Stati membri della zona euro dovrebbero passare sotto la barra del 3% di deficit prevista dal Patto di Stabilità e crescita, secondo le previsioni economiche di primavera pubblicate dalla Commissione Commissione europea.

“La crescita robusta facilita la riduzione dei deficit pubblici e dei livelli di indebitamento”, dice il documento. Il deficit complessivo della zona euro è sceso sotto l’1% del Pil nel 2017, con una stima dello 0,7% nel 2018 e dello 0,6% nel 2019. La ratio del debito rispetto al Pil dovrebbe scendere dal 88,8% dello scorso anno al 86,5% in quello in corso per attestarsi al 84,1% il prossimo come riporta l’Agi.

Le prospettive di crescita dell’Unione Europea e della zona euro sono però “più esposte a rischi di revisione al ribasso”, rispetto a quanto stimato in autunno, ha detto la Commissione europea nelle sue previsioni economiche di primavera.

Per il 2019 si prevede invece una crescita dell’1,2 per cento. Se il quadro generale è positivo, nel rapporto si legge tuttavia che “l’incertezza politica è divenuta più pronunciata e che, se prolungata, potrebbe rendere i mercati più volatili e avere un impatto sul sentimento economico e premi di rischio”. Secondo le previsioni della Commissione, dovrebbero crescere anche i consumi delle famiglie, in linea con moderate prospettive salariali e occupazionali (che ancora non si vedono per lo meno in Italia). Come anche ieri ha dichiarato l’Istat per l’Italia, la tendenza sull’aumento dell’occupazione continua, con il tasso della disoccupazione che dovrebbe passare dall’11,2 per cento del 2017 al 10,8 per cento del 2018 e al 10,6 per cento del 2019.

Gli stimoli fiscali negli Stati Uniti dovrebbero stimolare la crescita di breve periodo, ma aumentano il pericolo dell’aumento dei tassi di interesse americani.

Quanto a Trump e alla sua strategia protezionistica, “rappresenta un rischio evidente per le prospettive economiche mondiale” con la zona euro “particolarmente vulnerabile” per il suo livello di “apertura”. Per il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici “non deve diventare la nuova normalità perché non farebbe altro che nuocere ai nostri cittadini”.

L’Italia comunque resta fanalino di coda d’Europa per la crescita, la più bassa dei 28 Paesi assieme a quella del Regno Unito. Per entrambi i Paesi il Pil 2018 crescerà di 1,5%, per poi rallentare a 1,2% nel 2019. La più alta è quella di Malta (5,8% nel 2018 e 5,1% nel 2019) seguita da Irlanda (5,7% e 4,1%).

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