In che Direzione… E ora chi rappresenta il Pd?

Politica

“Nessuno vuole divisioni artificiali, ma penso che bisogna recuperare il ruolo degli organismi dirigenti. E bisogna farlo nel migliore dei modi. C’è un punto che va chiarito: chi parlerà a nome del Pd nelle prossime settimane? Avevamo chiesto a Martina di farlo. Il reggente ha cercato di interpretare questo ruolo con la collegialità”. A parlare senza giri di parole Marina Sereni – intervistata da La Stampa – che chiede che nella direzione Pd vada rinnovata la fiducia a Martina: “Spero venga confermato in maniera unitaria” dice lei.

Il punto è semplice. Se “non c’è più il tema del dialogo con M5S”, ora, afferma, “dopo le parole di Renzi in tv, il punto è capire chi rappresenta il Pd”.

Per lei Renzi ha sbagliato delegittimando la Direzione.

“Renzi – dice seccamente – è il segretario che si è dimesso senza venire all’unica direzione convocata dopo le elezioni. La sua intervista a pochi giorni dalla direzione è stato un macigno, lo stesso presidente della Repubblica aveva deciso di aspettare la riunione di oggi per valutare l’esito dell’esplorazione affidata al presidente della Camera. Ma Renzi ha delegittimato la direzione, il suo intervento non è come quello di chiunque altro di noi. Mi sarei aspettata maggiore rispetto per il lavoro della delegazione che è salita al Quirinale e che ha incontrato Fico. Una delegazione che non è un manipolo di anti-renziani, visto che ci sono i due capigruppo e Orfini, oltre a Martina”.

Ma a La Stampa ha parlato anche il senatore Pd Dario Parrini, che invece ha difeso Renzi così: “Nessuna conta e partito unito su una linea chiara, basata sul rispetto della volontà dei nostri elettori, che in stragrande maggioranza sono nettamente contrari a un sostegno del Pd a un governo Di Maio o a un governo Salvini”.

A chi contesta a Renzi di avere delegittimato la direzione, risponde che “la direzione non è mai inutile. Renzi ne è un componente e ha detto la sua come molti altri in questi giorni hanno fatto su giornali, tv e social, tra l’altro esprimendo in molti casi opinioni in contrasto con la linea decisa proprio dall’ultima direzione. Renzi ha detto che per lui quella linea resta valida. Dov’è la scorrettezza?”.

Nessun problema a dare la fiducia a Martina dunque. Ma attenti: “Ovviamente su una linea che abbia le caratteristiche che poc’anzi ricordavo, quel che comunque auspico è che il presidente Orfini convochi quanto prima l’assemblea nazionale. Ne abbiamo un gran bisogno”, afferma Parrini. Quindi ribadisce che “l’importante è la linea: sono in completo disaccordo con Fassino quando dice che l’abbraccio Pd-M5S può dar vita al polo di sinistra di un nuovo bipolarismo italiano. + una tesi errata: M5S è un partito costruito su basi antidemocratiche, estremistiche e demagogiche. Col riformismo di sinistra non ha niente a che vedere”.

Come andrà a finire? Lo vedremo oggi.

 

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