Colpo di Stato, Grillo accusa tutti. Niente governo di tregua, voto subito

Politica

Scoppia il caso ‘colpo di Stato’, con tanto di Grillo che lancia l’accusa riferendosi alla legge elettorale approvata a voto segreto dal parlamento, ma Rosato non ci sta. Per lui si tratta di una legge “con il più ampio consenso della storia della Repubblica, chiederei di spiegare ai suoi “ragazzi meravigliosi” che è giusto un sistema dove chi ha più voti governa. Perché loro sono sempre stati di tutt’altro avviso: ci avevano detto che il premio di maggioranza è “antidemocratico” e che serviva un proporzionale. Salvo poi sabotare anche quello con lo scherzetto organizzato in aula contro il sistema tedesco”.  Il vicepresidente della Camera Ettore Rosato, da cui prende il nome la legge, è furioso su facebook e replica a Beppe Grillo con forza.

Questo mentre cresce il tormentone 5 Stelle, per il voto. “Ho detto 24 giugno” come data utile per il voto “perché rientra nel tornante dei ballottaggi” delle prossime elezioni amministrative, “non perché sia una data ‘storica” ha dichiarato il capo politico del M5S, Luigi Di Maio, ai cronisti alla Camera, che ha spiegato le motivazioni che hanno portato i pentastellati a calcolare la fine di giugno come prima data utile possibile per richiamare gli italiani alle urne. A chi gli ha chiesto se è questa la posizione che porterà la delegazione gialla al Quirinale, lunedì prossimo, invece, ha risposto: “Saprete tutto in giornata”.

Di Maio spera che non ci sia opposizione e che “se metteranno il presidente Mattarella in condizione di individuare questo governo di tregua, gli altri partiti saranno stati i traditori del popolo” e ogni riferimento a Salvini è puramente casuale. “Questi governi, sono fatti per tirare a campare e gli italiani non ce la fanno più” è l’opinione del collega Toninelli ai microfoni di Radio anch’ioche preferisce “tornare a votare, sarebbe, in poche parole, un ballottaggio”.

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