Contratto di governo, nella bozza 17 mld l’anno per reddito di cittadinanza

Politica

“Il reddito di cittadinanza (RdC) è una misura attiva rivolta al cittadino al fine di reinserirlo nella vita sociale e lavorativa del Paese. Garantisce la dignità dell’individuo e funge da volano per esprimere le potenzialità lavorative del nostro Paese, favorendo la crescita occupazionale ed economica. La misura si configura come uno strumento di sostegno al reddito per i cittadini che versano in condizione di bisogno; l’ammontare dell’erogazione e’ stabilita in base alla soglia di povertà relativa calcolata sia per il reddito che per il patrimonio”. E’ quanto si legge nel punto 18 della bozza del contratto di Governo M5S-Lega riportato da Italpress, ora al vaglio dei leader Luigi Di Maio e Matteo Salvini per la firma.

L’ammontare è fissato in 780,00 euro mensili per persona singola, parametrato sulla base della scala OCSE modificata per nuclei familiari più numerosi. A tal fine saranno stanziati 17 miliardi annui – prosegue la bozza -. Al fine di consentire il reinserimento del cittadino nel mondo del lavoro, l’erogazione del reddito di cittadinanza presuppone un impegno attivo del beneficiario che dovrà aderire alle offerte di lavoro provenienti dai centri dell’impiego (massimo tre proposte nell’arco temporale di due anni), con decadenza dal beneficio in caso di rifiuto allo svolgimento dell’attività lavorativa richiesta”.

L’arco temporale è al vaglio dei due leader: “La misura si basa su due direttrici guida che sono da un lato la tipologia di professionalità del lavoratore in questione e dall’altro la sinergia con la strategia di crescita economica mirata all’obiettivo della piena occupazione, innescata dalle politiche industriali volte a riconvertire i settori produttivi così  da sviluppare la necessaria innovazione per raggiungere uno sviluppo di qualità”, scrivono M5S e Lega.

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