Dopo un lungo silenzio, il fondatore del Movimento 5 Stelle rompe gli indugi con un duro sfogo sul suo blog: “I rivoluzionari hanno scoperto il palazzo, le risposte sono scomparse”. Il presidente Giuseppe Conte non si sottrae e risponde a stretto giro con una battuta tagliente.
Un attacco frontale, di quelli che lasciano il segno e riaprono ferite mai del tutto rimarginate. Beppe Grillo torna a farsi sentire e lo fa con un lungo e amaro post pubblicato sul suo blog dal titolo emblematico: «Si sono montati la testa senza leggere le istruzioni».
Il bersaglio dell’ex comico e fondatore è il “suo” MoVimento 5 Stelle, oggi guidato da Giuseppe Conte, accusato senza mezzi termini di aver smarrito la rotta e di essersi omologato a quel sistema che un tempo voleva scardinare.
«Il MoVimento 5 Stelle ha perso la sua identità e, soprattutto, quella “diversità” che lo aveva reso unico. Era nato per cambiare la politica ma poi la politica ha cambiato il MoVimento. Doveva ascoltare i cittadini e ha cominciato ad ascoltare i sondaggi. Doveva occuparsi del futuro e ha finito per occuparsi delle poltrone».
La parabola dei “rivoluzionari”
Nel suo intervento, Grillo ripercorre la genesi della forza politica, ricordando come fosse nata da un profondo sentimento popolare e dalla delusione verso un modello occidentale fondato su una democrazia sempre più sottomessa alle logiche del capitalismo. Un sentimento che, sottolinea il garante, continua a esistere nella società, anche se chi avrebbe dovuto rappresentarlo ha smesso di ascoltarlo: «I rivoluzionari hanno scoperto il palazzo», sintetizza amaro.
Il fondatore richiama così alla memoria i pilastri storici della spinta propulsiva originale, dal reddito di cittadinanza al limite dei due mandati, dalle restituzioni degli stipendi alla democrazia diretta e alla transizione ecologica. Tutte proposte che, osserva Grillo con forte polemica, con il passare del tempo si sono trasformate in semplici slogan da pronunciare nei convegni per poi essere dimenticate subito dopo il buffet.
“Le domande restano, le risposte sono scomparse”
La critica di Grillo non è solo un atto d’accusa verso l’attuale classe dirigente del M5s, rea di essersi concentrata su se stessa e sulla gestione del potere anziché sui bisogni reali della gente, ma suona anche come un monito per il futuro.
«Le domande sono rimaste, le risposte sono scomparse», osserva l’ex leader. Che poi conclude il suo messaggio lanciando una sorta di appello aperto:
«Ecco, il Movimento era nato per affrontare tutte queste domande, poi ha cominciato a occuparsi di se stesso. Ma le domande non sono scomparse, sono ancora fuori dai palazzi e aspettano qualcuno che provi a rispondere.»
La replica di Conte
Non si è fatta attendere la reazione del Movimento. Interpellato sull’affondo di Grillo, il presidente del M5s Giuseppe Conte ha risposto con un misto di ironia e stoccata, rivendicando le battaglie portate avanti dal partito: «Con tutte le nostre battaglie che stiamo facendo spesso contro tutti, beh… lui aveva detto che Draghi è un grillino. Fate un po’ voi.»
Una risposta che, più che entrare nel merito delle accuse del fondatore, sembra voler sottolineare le contraddizioni dello stesso Grillo, richiamando un precedente giudizio del comico genovese sull’ex presidente del Consiglio Mario Draghi.
Novità su Google: per aggiungere Lo Speciale tra le tue fonti preferite, clicca qui



