Di Maio-Salvini hanno chiuso contratto e c’è il nome del premier. Anzi no

Politica

“Entro stasera chiuderemo il contratto”, e ancora “Stanno arrivando integrazioni dai parlamentari”, poi “Io e Salvini abbiamo finito il lavoro. Stasera rivediamo le forme stilistiche”: è un Luigi Di Maio che uscendo dalla Camera ieri si è mostrato fiducioso e vicino all’incasso.

Addirittura nel pomeriggio il leader grillino si era sbottonato in una dichiarazione finale: “Sono stati fatti dei passi avanti sul nome premier, ma non abbiamo ancora chiuso”. Ma sul fronte dell’individuazione del presidente del Consiglio fonti del partito di via Bellerio confermavano ieri dei “passi in avanti”  ma precisavano anche che ancora non c’era “l’individuazione di un nome” né di “uno schema di squadra di governo”.

Quello che si sa e che è certo è che ci sono state delle correzioni sul Jobs Act, rassicurazioni sulla moneta unica, precisazioni sul reddito di cittadinanza. Il contratto di programma è finito. “Ci sono state correzioni sul Jobs Act – riferivano fonti M5s riprese su AskaNews e Dire- per poter così risolvere il problema della precarizzazione del lavoro. Rassicurazioni anche sulla moneta unica, sull’euro non c’è più niente mentre abbiamo inserito qualcosa sull’alienazione genitoriale e sui Vigili del fuoco”.

Sul reddito di cittadinanza, invece, sarebbe stato cambiato il limite temporale: entro due anni andranno presentate le offerte di lavoro, un modo “per incentivare i centri per l’impiego a offrire lavoro”. Cambia anche il Comitato di conciliazione, in modo che “non sia in contrasto con la Costituzione”.

Su No Tav e Terzo valico, poi, si starebbe “cercando un compromesso. E’ stata lasciata aperta la parte che riguarda le opere pubbliche, vanno valutati i costi e i benefici”. Sull’immigrazione, infine, accolte le richieste pentastellate per ottenere centri di detenzione temporanea degli immigrati irregolari “che garantiscano condizioni umanitarie e sanitarie”.

Condividi!

Tagged