Trump va allo scontro con l’Iran con “sanzioni senza precedenti”

Esteri Politica

E’ scontro tra Stati Uniti e Iran. Il nuovo segretario di Stato americano, Mike Pompeo ha minacciato “sanzioni senza precedenti” ai danni di Teheran se non dovesse “cambiare radicalmente il proprio atteggiamento”.

Un vero e proprio diktat con tanto di ultimatum incorporato ma la Repubblica islamica guidata dal presidente Hassan Rohani ha già risposto: “E’ inaccettabile che gli Stati Uniti possano decidere per l’Iran e gli altri Stati del mondo cosa debbano fare”. Ma l’Iran è solo, Mosca è impegnata sul fronte Siria e la sua richiesta è chiara:  il ritiro di tutte le forze straniere compresi i miliziani di Teheran, anche perché Damasco e i suoi dintorni sono tornati sotto il controllo del regime di Bashar al-Assad. E anche gli Usa hanno chiesto il ritiro dei suoi uomini da9.lla Siria: con una velata minaccia anche alle aziende europee che fanno affari con Teheran dicendo “ne prenderemo nota”.

Insomma al momento non c’è interesse a rischiare uno scontro diplomatico per colpa dell’Iran da parte di Putin.

“I combattenti iraniani presenti in Siria resteranno di stanza nel Paese arabo finchè il governo di Damasco avrà bisogno di aiuto e lo richiederà”, ha  subito replicato il portavoce del ministero degli Esteri dell’Iran, Bahram Qasemi. “Nessuno ci farà andare via dalla Siria, la nostra presenza è legittima e su invito del governo, coloro che dovrebbero lasciare la Siria sono quelli che sono entrati senza consenso”, ha poi aggiunto.

Ma non c’è spazio per un no secondo il nuovo segretario di Stato americano, Mike Pompeo, che con queste durissime parole ha lanciato il suo diktat: “Dodici condizioni draconiane per un nuovo accordo sul nucleare”, tra le quali il rilascio di tutti gli ostaggi americani in Iran e il ritiro totale dalla Siria, ha elencato Pompeo con un proclama che sembra fatto apposta per inasprire i rapporti con Teheran. Già nei giorni scorsi il presidente russo, Vladimir Putin, approfittando dell’incontro a Sochi con Assad, aveva espresso la “necessita’ del ritiro di tutte le forze straniere” dalla Siria.

L’inviato speciale del presidente in Siria, Alexander Lavrentiev, ha poi spiegato che si riferiva “a tutte le unità militari straniere di stanza in Siria, tra cui americani, turchi, Hezbollah e, ovviamente, iraniani”.

A Pompeo ha infine replicato l’alto rappresentante Ue per la politica estera, Federica Mogherini: “Il discorso di Pompeo non dimostra in alcun modo come ritirarsi dall’accordo abbia reso o renderà la regione più sicura dalla minaccia di proliferazione nucleare o come ci metterebbe in una posizione migliore per influire sulla condotta dell’Iran in territori che esulano dall’accordo sul nucleare”, ha affermato Mogherini in un comunicato, per concludere che “non c’è soluzione alternativa” all’accordo sul nucleare.

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