Governo, Geloni: “Caso Conte sospetto. Perché Renzi non è Macron”

Interviste

Polemiche sul curriculum del candidato premier di Lega ed M5S Giuseppe Conte. I 5Stelle gridano al complotto delle élite contro il popolo. Stasera dovrebbe arrivare la decisione di Mattarella che incontrerà nel pomeriggio lo stesso Conte “blindato” tanto da Di Maio che da Salvini. La giornalista e politologa Chiara Geloni, intervistata da Lo Speciale mette in guardia dal rischio di un effetto boomerang derivante proprio dall’ostinazione nel voler fare così rigorosamente le pulci al candidato premier. Intanto si fanno sempre più insistenti le voci che vedrebbero Matteo Renzi in procinto di abbandonare il Pd per dare vita ad un nuovo soggetto dei moderati italiani sul modello di En Marche, il felice esperimento politico francese che ha portato Macron all’Eliseo.

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Il M5S denuncia come dietro le polemiche sul curriculum di Conte si nasconda in realtà il tentativo delle élite di ostacolare la nascita del governo del popolo? Condivide?

“Non sono in grado di dire se esista o meno un complotto, ma certamente si stanno offrendo degli ottimi argomenti a Di Maio e Salvini per affrontare un’eventuale campagna elettorale a breve. Si presentaranno agli elettori dicendo di aver fatto di tutto per poter formare un governo, ma di non esserci riusciti perché gli è stato impedito in tutti i modi. Maneggerei con molta cura l’argomento legato al curriculum del professor Conte. Le critiche sono legittime, ma Conte non ha millantato titoli che non ha. Poi certo, si può discutere sullo scarso profilo politico e sulla poca conoscenza, ma il rischio di portare acqua alla propaganda di Lega ed M5S è molto alto”.

Quindi è giusto considerare un po’ sospetto questo tentativo di delegittimare il candidato premier ancor prima di essere incaricato?

“C’è forse un’attenzione di troppo e sicuramente più pressante rispetto a quella che sarebbe stata rivolta ad altri. Va detto che questa particolare attenzione è anche motivata dal fatto che si tratta di una figura poco conosciuta su cui c’è la curiosità di indagare a fondo. Dare l’impressione di cercare ogni pretesto utile per fermare questa operazione può però essere molto pericoloso”.

Nelle ultime ore si è tornato a parlare del progetto del grande partito dei moderati sul modello di En Marche, il partito che ha fatto vincere Macron in Francia. La nascita del governo giallo-verde potrebbe favorire questo progetto?

E’ molto probabile, come del resto alcuni confermano apertamente, che Renzi decida di separare le sue sorti da quelle del Pd e prendere questa strada. Che poi riesca a fare un partito come quello di Macron ottenendo gli stessi risultati, credo sia tutto da verificare”.

Cosa manca a Renzi per riuscire nell’impresa di Macron?

“Sono cinque anni che tenta di portare a termine questa operazione e da cinque anni colleziona sconfitte. Credo che a Renzi manchi un elemento fondamentale, ossia la vittoria. Macron la sua partita l’ha vinta, Renzi no. Mi risulta molto difficile credere che la vittoria non sia stata resa possibile dalla presenza nel Pd di Gianni Cuperlo. Penso abbia perso per altri motivi su cui farebbe molto bene ad interrogarsi”.

Se Salvini e Di Maio riusciranno a formare il governo, Renzi e Berlusconi saranno alla fine costretti ad allearsi e formare insieme il blocco moderato e liberal italiano?

“Se i renziani decideranno di abbandonare il Pd e avventurarsi sulla strada di un nuovo partito centrista, è ovvio che il principale interlocutore sarà Berlusconi. Ma non sarebbe una novità visto che comunque Renzi da segretario del Pd ha sempre avuto il leader di Forza Italia come interlocutore privilegiato, direttamente o tramite emissari. Quindi è normale che in uno scenario del genere i due si trovino a percorrere la stessa direzione”.

C’è chi sta tirando per la giacchetta Mattarella perché non ceda su Conte premier. Ritiene che il Presidente debba far rispettare le sue prerogative?

“Ho fiducia in Mattarella. Oltre alle prerogative, sono certa conteranno le sue caratteristiche di mediatore e persuasore. Non credo abbia interesse a forzare la mano, o peggio la Costituzione. Credo faccia bene a prendersi tutto il tempo necessario a riflettere e nel pieno rispetto delle prerogative del premier incaricato, a far emergere le necessarie cautele nella formazione del governo”.

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