Governo, Sabella (Think-in): la Lega riformista e “il piano industria4.0 allargato a PMI”

In Rilievo

Con il veto di Mattarella a Savona, dicono in questo momento alcuni sondaggisti, Lega e M5S trionferanno.

Addirittura D’Alema, intercettato da una telecamera, parla di 80% dei consensi alle prossime elezioni per la coppia Salvini-Di Maio. Ne abbiamo parlato con Giuseppe Sabella, direttore di Think-in, che analizza la situazione anche in funzione di come i partiti possono presentarsi alle prossime elezioni politiche.

Direttore, lei è tra quelli che pensano a questo successo dilagante di Lega e M5S alle prossime elezioni?
È difficile ora fare previsioni a lungo termine ma – in ragione di ciò che è successo – ho qualche dubbio, soprattutto sulla crescita del M5S.

Andiamo con ordine, cosa è successo?
È successo che, alla luce di un risultato anomalo – per quanto prevedibile – del voto, si è costituita un’intesa anomala, quella tra Lega e M5S, che ha portato ad un anomalo impegno di governo, il famoso contratto, con molte ombre. Di sicuro questo era più uno strumento di propaganda che di programma. Detto questo, nel bel mezzo del lavoro, Matteo Salvini si è reso conto di quanto fosse impervia la strada, figlia di una scelta che aveva lasciato perplessa la parte più matura del suo movimento politico.

A chi si riferisce?
Mi riferisco ai Maroni, agli Zaia, e a quegli uomini delle istituzioni che sanno cosa significa governare e che nella Lega hanno ancora il loro peso. Siccome però questi vogliono bene al loro movimento (che nelle regioni del Nord governa con il centrodestra), non hanno parlato tramite giornali – negli ultimi 2 mesi non ci sono dichiarazioni significative del mondo leghista – ma hanno convinto Salvini ad abbandonare la nave. Da qui il caso Savona.

Ci spieghi meglio…
Salvini sapeva che Savona non era nome gradito a Mattarella. Così, fermo su quel nome, ha provocato la rottura col Colle e lo stop del “governo del cambiamento”. Era esattamente il suo obiettivo, tant’è che nel momento dell’obiezione di Mattarella (legittima nel merito, anche se non ne condivido la forma) non sono stati fatti altri nomi. Questo ci dice che l’obiettivo di Salvini – che ha posto la condizione “o Savona o elezioni – non era il governo ma il voto.

E quindi? Cosa succederà ora?
Io penso che, dopo il tentato impeachment di Di Maio al Presidente della Repubblica emerge tutta la debolezza del M5S, lo stesso Fico – Presidente della Camera – ha dichiarato “Mattarella garante inappuntabile”. Salvini ha subito preso le distanze da Di Maio, credo che ora penserà a ricompattare il centrodestra, anche perché ne ha la forza. Salvini non esce male da questo psicodramma tutto italiano che non ha niente a che fare con Bruxelles e Angela Merkel.

A proposito di Europa, la Lega che posizione prenderà sulla UE?
La Lega e tutto il centrodestra prenderanno una posizione riformista sull’Europa, che è quella che vogliono gli Italiani. Non è pensabile uscire dall’Europa, a meno che non si voglia un’Italia che torna ad essere un paese agricolo. Europa è sinonimo di lavoro, di industria, di commercio. Il M5S che a Taranto vuole chiudere l’Ilva non ha chiaro che il futuro è l’industria4.0, Salvini dice da tempo che il piano industria4.0 va allargato alle PMI. E ha ragione. Europa e industria4.0: questo sarà il programma del centrodestra. E io credo anche del Pd.

E quindi? Centrodestra e Pd si alleano?
Questo non lo so, è chiaro però che la prossima sfida è questa. E il M5S mi sembra impreparato

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