Prima della fiducia è già partito il “governo ombra” anti-Conte e i suoi diktat

Politica

Ben prima di incassare i numeri di Camera e Senato, ossia il voto in Aula, il nuovo esecutivo gialloverde già deve fare i conti col più veloce “governo-ombra” mediatico e politico progressista, che già naturalmente ha avuto la fiducia dei media (la terza Camera).

Da oggi in poi, infatti, assisteremo in tv e sui giornali, ad una duplice isterica corsa: chi tenterà di riposizionarsi per opportunità professionale (si leggano poltrone), e chi, disturbato per gli interessi che ha sempre difeso, o per cieca militanza, bombarderà quotidianamente Palazzo Chigi, facendo le pulci ad ogni dichiarazione e azione dei vari ministri.

Ma d’altra parte, è noto: in Italia, non da ieri, cultura e media sono appalto liberal e radical, o per meglio dire, del politicamente corretto (il pensiero unico laicista), una geografia che si dimostrata unicamente funzionale alle caste e ai poteri forti.

E la parola d’ordine è stare col fiato sul collo di Conte. Non, nel senso della legittima opposizione, sana per un paese democratico, ma del mero pregiudizio ideologico. Si legga demonizzazione.
Così è stato a suo tempo per Berlusconi, così per Trump e per la Brexit etc.

I temi preferiti del “governo ombra” sono essenzialmente tre. E saranno le micce che verranno usate per accentuare le probabili fibrillazioni tra Lega e 5Stelle, e tra Lega-5Stelle e il premier, che già gode di una certa simpatia popolare: il suo motto “avvocato del popolo” è piaciuto e preoccupa evidentemente le lobby filo-Ue di casa nostra.
Ecco ora la rassegna degli argomenti cari al governo ombra, descritti con la consueta e stucchevole neo-lingua: populisti, demagogici, xenofobi, omofobi. Se al governo ci fosse stata solo la Lega saremmo già alla guerra civile antifascista? La presenza dei 5Stelle frena sicuramente gli ardori e mette in crisi gli schemi. Non a caso la strategia più raffinata, è dividerli, drammatizzare le differenze, anche se non previste dal contratto. Anche quelle sottintese e che non si appaleseranno mai.

1) Italia-Europa. E’ inutile negarlo. Ormai il bipolarismo è “alto-basso”, “popoli contro caste”, “sovranità contro globalismo”, “economia e finanza contro democrazia”. In soldoni: Europa (almeno questa) vs Italia. Il governo ombra punta e punterà sull’isolamento europeo e sull’immigrazione. Creando la psicosi del nazionalismo isolazionista, produttore di guerre, e dello Stato di polizia che spara ai barconi e mette nei lager i migranti;
2) Economia. Non c’è trasmissione che non svisceri l’impossibilità di conciliare flat tax e reddito di cittadinanza, parametri europei e sviluppo nazionale. Come se l’impianto economico-finanziario della Ue, e la mistica del debito pubblico, fossero un mantra e un Moloch indiscutibile (una sorta di religione rovesciata). E dimenticando i danni del rigorismo alla Monti;
3) Temi etici. Su famiglia, vita, le lobby arcobaleno spingeranno molto per far saltare i nervi ai grillini, notoriamente laicisti, in modo tale da polemizzare ed eventualmente rompere con i leghisti, che hanno posizioni opposte a loro. La tentazione di usare il ministero della Famiglia come scenario appetibile per pressioni incrociate, sarà forte. Sono bastate poche frasi assolutamente di buon senso del ministro Fontana per scatenare l’indignazione progressista.

Tre aree di fuoco che Palazzo Chigi dovrà essere in grado di spegnere.

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