Rajoy lascia, i nomi dei possibili successori. In Catalogna intanto…

In Rilievo

Il buon vecchio Mariano Rajoy, una certezza per il fronte conservatore, ieri ha annunciato l’addio alla politica dopo 37 anni di militanza nel Pp. Per il quotidiano spagnolo “El Mundo” è tutto molto “prevedibile e ragionevole”.

Ma sulla decisione di Rajoy, che si è rivolto direttamente ai cittadini ed elettori del Partito popolare (Pp), ha pesato la mossa di Jose Maria Aznar in realtà? (Ricordiamoci che nell’aprile 1990, a seguito all’elezione di José María Aznar Rajoy divenne vicesegretario generale del partito. E fu nuovamente e più volte eletto alle Cortes Generales, sempre a Pontevedra. Dopo la vittoria dei Popolari alle elezioni generali del 1996 e l’insediamento di Aznar come Primo ministro, Rajoy assunse il dicastero dell’Amministrazione pubblica).

L’ex premier infatti ora ha ipotizzato una fusione tra Pp e Ciudadanos con l’obiettivo di ricostruire il centrodestra, ma per Rajoy non sarebbe necessario ricostruire il centro destra, ma lavorare intensamente e “scegliere un nuovo leader”.

Provano a fare nomi i quotidiani “El Mundo” e “La Vangurdia: “Potrebbe trattarsi della figura di Alberto Nunez Feijoo”, l’unico capace a capeggiare il Pp. Altri possibili successori potrebbero essere Soraya Saenz de Santamaria e Mario Dolores Cospedal.

Intanto, sul fronte socialista salito al governo, il nuovo governo spagnolo sarà paritario e concentrerà tutti i ministeri tradizionali nelle mani delle donne. Questa la decisione del primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, esponente del Partito socialista operaio spagnolo (Psoe) che creerà un esecutivo con un unico vice presidente responsabile per l’uguaglianza, Carmen Calvo, e donne incaricate dei ministeri dell’Economia, Nadia Calvino, e delle Finanze, Mari’a Jesu’s Montero. Dunque la strada è quella dell’equilibrio tra uomini e donne.

Dall’altra parte della Spagna, che Spagna non vuole essere più, ossia in Catalogna, il presidente della Generalitat catalana, Quim Torra, è atteso oggi alle 10 prima nella sessione plenaria del Parlamento per spiegare “la struttura e la composizione del nuovo governo”. Sarà la prima volta negli ultimi sette mesi che i membri dell’esecutivo torneranno in Parlamento.

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