Focus FLAT TAX, Ilaria Bifarini: “E’ ‘piatta’ per definizione. Possibilità e pericoli”

Politica

Oggi Franco De Benedetti sul Corriere della Sera si è detto favorevole alla Flat Tax… ma “andiamoci piano”. L’Istituto Leoni ha formulato una proposta di flat tax diversa: “Del nostro progetto si sa tutto: implica il ridisegno non solo delle entrate, ma anche delle spese e del funzionamento della macchina che amministra le une e le altre. Di quello del governo si sa poco, ma di certo che è tutt’altra cosa, in una visione dei rapporti sociali ed economici completamente diversa”. Insomma la flat tax aiuterà tutti o solo i ricchi? Chi ci rimetterà di più? All’economista Ilaria Bifarini, influencer su twitter e autrice di libri di successo, abbiamo chiesto di fare il punto sulla questione detrazioni, sulla progressività e su quanto ancora non è chiaro della misura la cui paternità “viene ricondotta al liberista M. Friedman, tuttavia si hanno pochissimi casi di Paesi, anche liberisti, che l’hanno adottata” avverte lei.

Per la Flat Tax abbiamo declinato un sistema di detrazioni e ci sarà un sistema di no tax area confidiamo quanto prima di portare avanti un progetto di riforma”, ha detto Conte nelle sue repliche alla discussione generale sulla fiducia alla Camera.
Che significa? Ci traduce questa scelta?

“Sì, il progetto della Flat Tax prevede l’implementazione di una serie di detrazioni da applicare alle fasce di reddito più basse e una zona di no tax area, come già prevista oggi per i redditi molto ridotti. Non conosciamo ancora i dettagli, ma si tratta di introdurre una forma di progressività su una tassa che è “piatta” per definizione, quindi proporzionale. Tuttavia rimarrebbe rigida, dunque “flat”, per i redditi più alti”.

La Flat tax racconta di un pensiero, quello liberista. Ma la Lega non aveva chiuso coi vecchi schemi?

“La paternità della Flat Tax viene ricondotta al liberista M. Friedman, tuttavia si hanno pochissimi casi di Paesi, anche liberisti, che l’hanno adottata. Si tratta per lo più della Russia e degli Stati dell’Est Europa, quindi rappresenterebbe di fatto una novità nel nostro contesto. Difficile anche valutarne il possibile impatto a priori, visto la scarsa disponibilità di dati e le diversità strutturali dei Paesi da analizzare. Il successo con cui viene accolta da una grande fetta dell’elettorato dipende dallo stato di forte vessazioni da parte del fisco cui sono costretti i contribuenti italiani e soprattutto le imprese, gravate non solo da imposte sul reddito, ma da una serie di tasse occulte, tributi locali e balzelli di ogni tipo, che le rendono poco competitive sul mercato internazionale”.

Meno tasse ai ricchi ci guadagnano tutti, dice Salvini. È così o vuole avvertire di rischi?

“Pare che l’affermazione di Salvini come riportata ieri sia stata oggetto di mistificazione. Ad ogni modo il problema nodale rimane lo stesso: dove reperire le risorse necessarie in un regime di mancata sovranità monetaria, ma anche economica, dati i vincoli sul deficit imposti da Bruxelles? Finché rimaniamo nella gabbia dell’Euro non è semplice trovare una soluzione. Di certo va scongiurato un aumento dell’IVA, come previsto dalle misure di salvaguardia della UE e affermato precedentemente dall’attuale ministro Tria. Aumentare un’imposta indiretta che colpisce tutti i consumatori e anche le imprese avrebbe ripercussioni molto gravi sulla nostra economia, che soffre di una crisi dal lato della domanda. Su questo pericolo una dichiarazione dell’onorevole Borghi sembra aver rassicurato”.

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