Il duello Francia-Italia è antico e viene da lontano. Ma Macron si è scoperto

Politica

Macron non si scuserà: Ventimiglia sta all’Aquarius come la Francia sta all’Italia. Ormai è chiaro, il presidente francese ha gettato la maschera, ha svelato la sua vera identità. Al di là dei sorrisini, la voce da aziendalista istruito e cordiale, dietro le strette di mano enfatiche, le cerimonie ufficiali in cui appare sempre ineccepibile quasi prefabbricato; dietro quell’impostazione da perfetto robottino, vestito a puntino, si è manifestato il volto di due arroganze.

L’uomo dei poteri forti, costruito per lo più a tavolino, capo di un partito formalmente antipolitico e sostanzialmente espressione di quella casta padronale, filo-Ue, che ha deciso di combattere il cosiddetto populismo imitandolo. Perché quando la casta padronale ha lo combattuto frontalmente i politicamente e culturalmente scorretti, ha perso (si pensi alla Brexit e a Trump).bLa prima arroganza è questa.

La seconda, è lo storico livore anti-italiano. Un duello antico, un rapporto di amore-odio (dalla politica allo sport) difficilmente sanabile, componibile.

La Francia ci considera da sempre i traditori, gli accoltellatori alle spalle, fin da quando Mussolini iniziò la seconda guerra mondiale attaccandola di sorpresa. Un’onta subito lavata. Si è vendicata, infatti, la nazionalista Francia, e nel peggiore dei modi: mandando in avanscoperta rispetto alle truppe alleate, quando i tedeschi battevano in ritirata, i marocchini, le sue truppe guastatrici (i famigerati Goumiers) che hanno saccheggiato l’Italia, commettendo reati spaventosi, in primi lo stupro di civili, donne, uomini, bambini. Una presenza, quella marocchina, pianificata dai vertici militari transalpini.

E ora per la Francia siamo un pericoloso governo populista, anti-Ue, che potrebbe compromettere gli equilibri europei e i suoi disegni geopolitici. L’Italia con Conte-Di Maio-Salvini ha iniziato il suo governo da “sovranista sul serio”, mentre Macron è un finto nazionalista (il suo partito En Marche, ha solo cannibalizzato il patriottismo della Le Pen e vampirizzato il socialismo transalpino).

La Francia pensava di ritagliarsi un ruolo egemone in Europa, si pensi al nuovo asse con la Spagna, l’Italia potrebbe diventare il faro di un’altra Europa. Per non parlare di interessi economici e commerciali.

Con la guerra in Libia, che ci ha tolto una partnership importante, si è letteralmente sostituita a noi.
L’occasione dell’Aquarius è arrivata come il cacio sui maccheroni. Ci siamo beccati gli insulti dai ministri francesi (vomitevoli), è dovevamo restare zitti. E l’Italia finalmente ha dimostrato dignità: dal chiedere conto dei migranti che la Francia ha bloccato a Ventimiglia e non solo, del numero esiguo che finora ha accolto, rispetto alla distribuzione europea, fino al ritirare il proprio ambasciatore, fino a sospendere il vertice tra premier.

Una partita quella tra Francia e Italia che stavolta non finirà ai rigori.

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