Maturità, prima prova: con chi ce l’hanno le tracce del tema?

Politica

Tempi duri per il politicamente e culturalmente scorretto. Prendiamo le tracce della prova di italiano che oggi migliaia di studenti hanno dovuto scegliere per affrontare gli esami. Sembra un regalo della ministra Fedeli, lei, senza laurea, rea di aver mentito sui suoi titoli (ultimamente è una moda, da Giannino al premier Conte).

Ancora una volta, purtroppo, la scuola, in bilico tra modernità e tradizione, ha perso un’occasione importante: sembra incapace di adeguarsi ai tempi, alla società che cambia. E’ desolatamente legata a schemi classici, che diventano inesorabilmente categorie politiche da anni Settanta, funzionali al vecchio potere.

Razzismo, persecuzioni razziali, uguaglianza, cooperazione internazionale, come mantra religioso, che sottintende la formazione di una coscienza democratica, laica e antifascista messa attualmente in discussione (ma dov’è il pericolo?). Come se il governo Conte, con i dioscuri Salvini e Di Maio, fossero di fatto l’ulteriore declinazione del fascismo, nuovo e vecchio, che è partito da Benito Mussolini, ha continuato con Almirante, con Craxi, anche certa Dc, e ha finito con Berlusconi.
Tracce per giovani che non possono e non devono farsi incantare dalle sirene del populismo.

E che obbligatoriamente devono portare allo schema culturale oggettivamente incarnato dal Pd, dalla sinistra, e al massimo dai liberali. E’ lo schema-Cln, il patto ciellenistico su cui si fonda la Costituzione e che la scuola italiana, con l’ausilio della pubblica “Di-istruzione”, tenta di reiterare, eternare, alla faccia dei tempi, di internet, della rete e dei nuovi valori.

Proviamo a decodificare: “La persecuzione razziale nel Giardino dei Finzi Continui”, evoca lo sostanzialmente lo spettro del razzismo passato e presente. C’è oggi un razzismo? Per la cultura di sinistra e il pensiero unico laicista è la destra, la Lega: che sono per il revisionismo storico, lo stop agli immigrati (si pensi all’Aquarius).

“La Cooperazione internazionale, con un focus sugli statisti De Gasperi e Moro”, di che parla? Di integrazione e unità europea, ricordando il sostenitore del compromesso storico Dc-Pci (Moro), e il dc De Gasperi (un colpo al cerchio e uno alla botte). Obiettivo? Andare contro il sovranismo vincente oggi, dna del nuovo governo gialloverde.

“Il principio dell’uguaglianza” dove va a parare? Contro la chiusura delle frontiere, dei porti, e l’omofobia vista ovunque, e contro le frasi del ministro Fontana sull’unica famiglia che è quella naturale. Nel nome e nel segno di una società aperta, che metta al primo posto l’accoglienza assoluta, e la lotta contro ogni discriminazione di genere e quindi, di conseguenza, l’affermazione di tutte le identità sessuali liquide (è proprio di oggi la notizia che l’Oms ha cancellato la transessualità come malattia).

E come se non bastasse, dulcis in fundo, “Massa e propaganda”, traccia per esecrare naturalmente il duo Salvini-Di Maio, leader populisti che cambiando la comunicazione politica, semplificando il linguaggio della leadership e parlando direttamente al popolo, vanno etichettati come il male, come propaganda e non come bandiere e simboli di una diversa rappresentazione dei bisogni e delle aspirazioni popolari.

Insomma, dal cine-Duce al cine-populismo. Con un messaggio nemmeno tanto indiretto: la massa si fa turlupinare dalla propaganda dei demagoghi; quando invece deve essere educata dalle vere élite, che sono quelle democratiche, laiche, antifasciste, liberal, radical, e filo-Ue. Tradotto, le caste sconfitte da Trump, dalla Brexit, dal voto del 4 marzo e da mezza Europa.

I fan e gli artefici del pensiero unico dovrebbero chiedersi perché nessuno li vota più e il paese reale, i giovani, sono sempre più distanti dal paese legale, dalla cultura ufficiale.
Magari il prossimo anno cambieranno le tracce di esame.

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