Cannabis light, cosa pensa il Pd dell’opinione del Consiglio Superiore della Sanità?

Politica

“E’ inutile l’allarmismo lanciato oggi dal Consiglio Superiore della Sanità sulla cannabis light. Se non ci sono evidenze, perché affermare che l’uso di tale prodotto potrebbe essere pericoloso? Prima di prendere provvedimenti proibizionistici verso la cannabis con thc 0,2, il Ministero finanzi uno studio per verificarne l’effettiva dannosità e possibili benefici” è l’opinione del senatore del Pd Davide Faraone che pensa anche che sia “più dannoso il tabacco della cannabis light, perciò esprimo la mia sorpresa per quanto indicato oggi nel parere del Consiglio Superiore della Sanità”.

Ma non tutti sono contro il Consiglio Superiore di Sanità. E’ tanta la voglia di far chiarezza, e il leader dei Moderati Giacomo Portas, eletto alla Camera nel Pd, non nasconde la sua preoccupazione invece perché i negozi che vendono questo prodotto “sono nati come funghi. Il ministero della Salute decida presto cosa fare, perché bisogna capire presto se siamo di fronte a delle droghe oppure no. Io sono contrario a qualsiasi legalizzazione nei confronti degli stupefacenti”.

In una nota intanto il ministro della Salute Giulia Grillo ha detto di seguire con grande attenzione la questione della commercializzazione della cosiddetta cannabis light. Il precedente ministro della Salute il 19 febbraio scorso ha chiesto un parere interno al Consiglio superiore di sanità sulla eventuale pericolosità per la salute di questa sostanza. Il Consiglio si era espresso il 10 aprile scorso e l’allora ministro aveva investito della questione l’Avvocatura generale dello Stato.

Serve un parere anche sulla base degli elementi da raccogliere dalle altre amministrazioni competenti (Presidenza del Consiglio e Ministeri dell’Interno, Economia, Sviluppo economico, Agricoltura, Infrastrutture e trasporti). La promessa della Grillo è che non appena riceverà tali indicazioni “assumerà le decisioni necessarie, d’intesa con gli altri ministri”. Intanto nessuno si sente di escludere la pericolosità della cannabis light.

Quel che è certo è che la cannabis è un grande affare sul mercato. Si fa presto a distribuirla, prestissimo a venderla e fa guadagnare un sacco di soldi. Gli esperti hanno sempre denunciato che esiste un’alterazione forte nel comportamento. E anche nel senso morale, c’è un decadimento, oltre a distrazione e mancanza di concentrazione nei giovanissimi, ma non è mai servito a frenarne l’uso fin dalla tenera età (Si inizia a 13-14 anni).

Speriamo che la scienza arrivi in soccorso dei genitori, che spesso denunciano problematiche relative a questa sostanza. Che si faccia chiarezza è già un primo passo.

 

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