Da “cinici e vomitevoli” a “lebbra”: il bon ton non abita all’Eliseo. Le reazioni

Politica

Il bon ton sembra non abitare più all’Eliseo soprattutto quando si parla d’Italia. Prima il riferimento agli italiani “cinici e vomitevoli” ora dalla viva voce del presidente Emmanuel Macron, arriva un nuovo attacco che sa tanto di offesa. Eppure si tratta dello stesso Macron che si era affrettato a chiudere l’incidente diplomatico scatenato dai “cinici e vomitevoli” del suo portavoce Gabriel Attal e che, oltre ad aver scatenato reazioni indignate in tutto l’arco parlamentare italiano, da Liberi e Uguali alla Lega, aveva messo in dubbio fino all’ultimo minuto la visita a Parigi del premier Giuseppe Conte.

Stavolta però è lo stesso Macron ad “insultare” gli italiani e senza troppi giri di parole. “Li vedete crescere come una lebbra, un po’ ovunque in Europa – ha detto il presidente francese riferendosi appunto al successo delle forze sovraniste e populiste – in Paesi in cui credevamo fosse impossibile vederli riapparire. I nostri amici vicini dicono le cose peggiori e noi ci abituiamo! Fanno le peggiori provocazioni e nessuno si scandalizza di questo”.

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Probabilmente a Macron deve aver dato fastidio la levata di scudi dell’Italia contro la bozza di accordo sui migranti che dovrà essere discussa nel pre-vertice di domenica a Bruxelles. Bozza che l’Italia ha definito irricevibile dal momento che non terrebbe conto di nessuna richiesta giunta da Roma, soprattutto per ciò che riguarda la gestione degli sbarchi e il ricollocamento cosiddetto secondario, ossia quello previsto nel caso in cui un paese Ue decidesse di rimandare indietro i migranti non in regola con il diritto d’asilo. In base ai trattati di Dublino, questi dovrebbero essere rispediti nel Paese di prima accoglienza e l’Italia è fra questi. Conte ha addirittura minacciato di disertare il vertice di fronte ad un accordo che Francia e Germania sembravano aver già confezionato.

Ma ecco che dalla Cancelliera Merkel è subito arrivata la rassicurazione al Premier Conte, con la garanzia che la bozza non sarà blindata e sarà aperta a proposte integrative e a modifiche. Se da Berlino dunque si è cercato di spegnere l’incendio, da Parigi invece sembra che l’obiettivo sia stato diametralmente opposto, ossia gettare benzina sul fuoco.

A Macron hanno prontamente risposto i vicepremier italiani Luigi Di Maio e Matteo Salvini.

Di Maio su Twitter ha scritto: “Le parole del capo dell’Eliseo sono offensive e fuori luogo, la vera ipocrisia è di chi respinge gli immigrati a Ventimiglia e vuole farci la morale sul diritto sacrosanto di chiedere un’equa ripartizione dei migranti. La solidarietà o è europea o non è”.

Incredibilmente sempre Macron dopo aver attaccato l’Italia ha pure aggiunto come riporta Le Figaro: “Voglio che la Francia e la coesione nazionale tengano, che le nostre classi medie trovino il loro posto. E allo stesso tempo essere all’altezza della nostra tradizione di accoglienza e in particolare dell’asilo”.

Non meno duro il giudizio di Matteo Salvini: “Gli insulti dei chiacchieroni Macron e Saviano non mi toccano e mi danno forza. Mentre loro parlano, io oggi sto lavorando per bloccare il traffico di immigrati clandestini nel Mediterraneo e per restituire agli italiani le numerose ville sequestrate ai mafiosi. C’è chi parla, c’è chi fa. Bacioni”. Poi Salvini ha aggiunto: “Lezioni da un paese che ha l’esercito alla frontiera italiana non ne prendo. Se la Francia si prende dieci barconi dalla Libia, ne riparliamo. Mi spiace solo che la Francia ai Mondiali stia battendo il Perù”.

E il derby Italia- Francia va avanti a suon di insulti. Peccato non potersi incontrare sul campo di calcio ai mondiali di Russia.

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